È guerra dei sampietrini tra An e il Campidoglio

Marsilio: «Con una buona manutenzione i selci sono affidabili come l’asfalto. Inoltre hanno un alto valore monumentale»

Daniele Petraroli

È guerra dei «serci» nella Capitale. Contro la decisione della giunta Veltroni di rimuovere definitivamente i sampietrini, storico segno distintivo di Roma, è scesa in campo, ieri mattina, Alleanza nazionale. Una mozione in tal senso sarà presentata proprio oggi in consiglio comunale da Marco Marsilio e Fabrizio Ghera. «Chiediamo di interrompere ogni ulteriore progetto di eliminazione, con particolare riguardo a via Nazionale e a piazza Venezia - le parole di Marsilio - e di predisporre un piano di pavimentazione in pietra delle strade a bassa intensità di traffico all’interno delle mura. Senza contare che hanno un valore monumentale intrinseco degno di tutela ».
Una mozione, poi, è stata già presentata in I municipio, la zona più colpita dal problema. «Abbiamo avuto l’appoggio anche da parte di Rifondazione comunista e Verdi - ha spiegato il consigliere Federico Mollicone - a dimostrazione che su questo tema c’è una convergenza della quale Veltroni non può non tenere conto». Prive di fondamento, secondo An, le motivazioni addotte dal sindaco per giustificare la rimozione: il traffico pesante, i costi di manutenzione e l’inquinamento acustico. «Il problema è un altro - ha continuato Marsilio - e cioè che bisogna utilizzare i sampietrini giusti. Ne esistono due varianti, quelli tradizionali, con la punta, e quella senza, detti “scapitozzati”. I primi sono in grado di reggere anche la circolazioni di mezzi pesanti come autobus e pullman». In difesa del «selcio» si è costituito anche un comitato di cittadini pronto a manifestare e a raccogliere una raccolta di firme per sostenere la mozione in Campidoglio. L’affondo di An si è soffermato in particolar modo sulla situazione del percorso pedonale Trevi-Pantheon, su via Frattina e su viale Einaudi. «La prima - ha proseguito Marsilio -, fatta ripavimentare con del selci quadrati d’importazione straniera da Rutelli, è già in condizione pietose nonostante sia pedonale. Via Frattina, invece, è stata inspiegabilmente asfaltata nonostante sia anch’essa chiusa al traffico. Viale Einaudi, infine, dimostra come i sampietrini siano in grado di reggere anche i carichi pesanti. Ha infatti un fondo in buone condizioni nonostante non ci siano stati interventi da anni».
Ma come risolvere il problema di una città che ha strade in pessime condizioni? «È semplice - ha aggiunto Mollicone - basterebbe fare una buona manutenzione e si vedrebbe che i sampietrini reggono il traffico come l’asfalto. Proponiamo poi di istituire una scuola per “selciaroli” per creare delle maestranze specializzate in grado di continuare una tradizione secolare. Vorremo sapere, poi, come mai il sindaco Veltroni, da sempre sensibile all’argomento pena di morte, accetti che si comprino sampietrini in Paesi quali Cina e Vietnam in cima alla “black list” di Amnesty International per esecuzioni capitali».
Il consigliere regionale Fabio Rampelli ha ricordato poi che già nel 1994 la giunta Rutelli tentò di rimuovere i sampietrini di via Nazionale: «Solo la levata di scudi di intellettuali e architetti impedì lo scempio. Quei selci, poi, hanno anche la particolarità di essere di porfido rosso. Unico caso nella Capitale».
Di fronte alla mobilitazione di An il Comune parla di «inutili e pretestuose polemiche». «Ribadisco ancora una volta che non esiste un piano per eliminare i sampietrini - ha risposto l’assessore capitolino ai Lavori pubblici Giancarlo D’Alessandro -. Al contrario, il Comune sta impiegando risorse e uomini per ristrutturare al meglio le strade di Roma. Si tratta quindi di toglierli solo in alcuni tratti di strada dove la pavimentazione stradale è mista e molto ammalorata».