La guerra dei sondaggi

Omar Sherif H. Rida

Fa discutere il sondaggio del «Crm-Group» sulla qualità della vita a Roma presentata giovedì dal «Laboratorio per la città» ideato dal responsabile Industria di Forza Italia, Pierluigi Borghini. Un sondaggio che, come abbiamo riferito su queste pagine ieri, rileva che il 48 per cento dei romani è insoddisfatto dell’amministrazione Veltroni. Un dato messo in discussione dal coordinatore della maggioranza capitolina Silvio Di Francia, che ha parlato di sondaggio «fantasioso» e «taroccato».
Ma il centrodestra insiste. «Mi sembra molto realistico - commenta Gianni Alemanno, ministro e candidato sindaco - che almeno il 48 per cento dei romani sia scontento dell’operato della giunta. Sarebbe strano il contrario, pensando ai continui disagi che i romani sopportano per gli errori e i ritardi del Campidoglio. Questo sondaggio è un campanello d’allarme rispetto alle illusioni del centrosinistra di avere già in tasca la vittoria». «Qui di taroccato - rincara la dose Borghini - c’è solo l’operato dell’amministrazione, incapace di risolvere temi fondamentali come traffico e decoro urbano».
Insomma, la guerra dei sondaggi colpisce anche a Roma. In principio fu il tempo di «Veltroni superstar». Già lo scorso 14 settembre una ricerca commissionata a «Ipsos» dalla Federazione romana dei Ds e pubblicata da La Repubblica, attribuiva a Veltroni una percentuale di votanti del 67 per cento contro il 23 per cento dell’allora candidato in pectore, Gianni Alemanno. Non andava meglio ai contendenti nella rilevazione del 15 gennaio (stesso committente, stessa società, stesso giornale) secondo cui l’attuale sindaco vanterebbe un suffragio del 73 per cento contro il 19 per cento di Alemanno e il 5 per cento del candidato dell’Udc, Mario Baccini, con Alfredo Antoniozzi e Mauro Cutrufo al 2 e all’1 per cento. Eppure già a dicembre altre ricerche avevano fornito indicazioni di segno opposto. In un sondaggio della «Poggi&Partners» la partita per il Campidoglio era apparsa incerta, con Veltroni al 55,1 per cento e «con un 13,4 per cento di indecisi facilmente recuperabili», come spiegava il direttore dell’istituto Bruno Poggi. E dati negativi per l’attuale sindaco erano arrivati anche dallo studio «La città negata. Aspettative e qualità della vita nella periferia romana» pubblicato da Cives il 15 ottobre scorso e simile a quello del Crm-Group. Il 68 per cento degli intervistati nelle periferie percepiva le istituzioni locali come «poco impegnate» nella soluzione dei problemi del territorio, mentre il 63 per cento degli intervistati ha espresso un giudizio negativo sul proprio quartiere.