«La guerra dei veti? Col mio Manuale sarebbero bastate un paio di riunioni»

Massimiliano Cencelli, ha visto che caos in commissione di Vigilanza Rai?
«Eh, perché non hanno applicato il mio Manuale».
Glielo mandi, magari ci riescono.
«Impossibile, i partiti non esistono più».
Non dica così.
«Quanti anni ha lei?».
Trentaquattro.
«Ecco, non può capire. Io ne ho 72, di anni, e il Manuale l’ho inventato 35 anni fa».
Vabbè ma l’ho studiato.
«I conteggi erano complessi, ma una volta fatti semplificavano le cose. Questa partita della Rai si sarebbe potuta chiudere con un paio di riunioni».
E invece ci son stati mesi di scontri...
«L’opposizione ha sbagliato».
È la maggioranza che ha eletto Villari, mettendo il veto su Orlando.
«Sì, ma il Pd aveva posto il veto su Pecorella alla Corte Costituzionale».
Quindi?
«I veti non esistevano, ai tempi del Manuale. Si distribuivano i posti a ogni corrente, senza indicare i nomi. Poi le correnti si riunivano e decidevano le persone. Fine».
Mai visto veti in vita sua.
«Noooo!!! Assolutamente!»
Facciamo il calcolo come da Manuale: la presidenza spetta più al Pd o più all’Italia dei valori?
«Ognuno ha il suo pacchetto azionario, come in una società per azioni, in base al peso elettorale. E tutti sono garantiti».
Quindi è più giusto dare la presidenza al Pd, che ha più voti.
«È qui che dico che hanno sbagliato. Veltroni e Di Pietro se la dovevano sgrugnare fra di loro!».
Ma a conti fatti l’elezione di Villari, che è del Pd, ci stava.
«Eh no, perché è stato eletto dalla maggioranza e da due franchi tiratori dell’opposizione».
Intanto c’è un accordo su Zavoli...
«Ecco, vede, io sono rimasto strabiliato dall’opposizione. La domanda che mi sono posto è: com’è possibile che prima potevano fare solo il nome di Orlando e poi quando è stato eletto Villari all’improvviso potevano presentare una rosa di ben tre nomi?».
E si è dato una risposta?
«Sì, ma me la tengo in corpo per evitare polemiche».
Non vale.
«Qui, gentile dottoressa, il problema è che la politica non si fa più come la facevamo noi 30 anni fa».
Per fortuna...
«Rida, rida. Intanto una volta si faceva la gavetta, la scuola di partito, e nei ruoli di responsabilità ci si arrivava per competenza. Adesso a fare il ministro ci vai perché hai una bella cravatta. O magari perché hai 12 lauree, ma in una materia che non c’entra alcunché».
Adesso ci dirà che si stava meglio quando si stava peggio nella prima Repubblica.
«Faccia lei».
Scusi sa, ma il suo Manuale è da sempre sinonimo negativo di lottizzazione del potere...
«Però quando si applicava c’erano meno lotte fra maggioranza e opposizione. Era tutto più lineare, più preciso, meno caotico».
Quindi questa della Vigilanza per lei è la riscossa?
«Lei è venuta al dunque. Tutti questi casini non ci sarebbero stati, sarebbe bastato un foglietto coi nomi».