Guerra delle vitamine: la regina è quella D

da Londra

Chi pensava che la vitamina regina fosse la C, deve cominciare a ricredersi. Bisogna andare avanti, non di molto, solo di un po’. Si deve arrivare alla lettera successiva. Ecco, la wonder vitamin, come sabato l’ha definita l’Independent, è la vitamina D. E il bello è che per beneficiarne non è necessario neppure mangiare frutta o bene spremute. Bastano 20 minuti al sole: pochi i raggi ultravioletti cattivi, e sufficienti per quelli buoni, ovvero quelli che portano al corpo il livello massimo di vitamina D. Venti minuti al giorno, allora. Venti minuti che alla fine, potrebbero diventare fondamentali per la vita. Perché la vitamina delle meraviglie, aiuta il corpo a difendersi da solo da alcune malattie terribili. Il rachitismo, per esempio. Oppure l’osteoporosi, ma soprattutto il cancro e la sclerosi multipla.
Contro la sclerosi multipla
È quello che dicono alcune recenti ricerche, citate ieri dal quotidiano britannico. Secondo un’équipe di scienziati della Winthrop university dello Stato americano di New York, la vitamina D sviluppa una innata immunità del corpo ai batteri, ai virus e ai funghi. Ma la vitamina D nel sangue può ridurre il rischio di sclerosi multipla fino al 62%: questo lo dimostra lo studio epidemiologico condotto dalla Harvard school of public health di Boston e pubblicato sul Journal of the american medical association. Al crescere della concentrazione di vitamina D nel sangue, diminuisce dunque il rischio di sclerosi multipla. In particolare, spiegano gli epidemiologi, si ha una riduzione di rischio del 41% per ogni 50 unità per litro in più di vitamina D presente nel sangue. La sclerosi multipla è una delle più diffuse malattie neurologiche che colpisce ben due milioni di persone nel mondo. È causata da una reazione impropria del sistema immunitario che attacca le cellule nervose del paziente corrodendone la guaina «isolante» di mielina. Ciò determina il progressivo deterioramento del sistema nervoso e, quindi, della capacità motoria del paziente. Con la vitamina D, però, la sclerosi s’allontana.
Riduttore del cancro
Lo stesso accade anche per il temibile cancro del pancreas, altro nemico difficilissimo a cui la D, da molto filo da torcere: una ricerca della Harvard university e della Northwestern university ha dimostrato che con 400 unità internazionali di vitamina D ogni giorno il rischio di contrarre il cancro al pancreas cala del 43%. Gli studiosi stanno ora cercando di determinare se i salutari effetti della vitamina D in pillole siano uguali a quelli della vitamina tratta direttamente dagli alimenti che la contengono. Tra i cibi che ne contengono alte quantità: il latte sia di mucca che di soia, pesce, uova, fegato. E però la grande vittoria della wonder vitamin è un’altra: quella di essere prodotta dall'organismo umano come sintesi dell'esposizione alla luce solare. Quei famosi venti minuti che possono allungare la vita.