Guerra alla doppia fila: più che di multe è strascico di polemiche

Ve lo ricordate lo «street control», l’innovativo sistema che permette di multare le auto in doppia fila? Lo strumento, composto da un pc tablet e una telecamera, da montare sul vetro dell’auto, legge la targa del veicolo in sosta vietata e scatta due fotografie: una alla targa e una all’abitacolo per dimostare che a bordo del veicolo non c’è nessuno. Fin qui niente di strano, anzi il sistema è stato dotato dal Comune per un investimento di 200mila euro per venti apparecchi, per fluidificare il traffico e rilevare in tempo reale i veicoli rubati. Peccato che, secondo i vigili, non sia adatto per il parco macchine in dotazione. Il sistema, lamentano gli agenti, non è compatibile con le Alfa Romeo 159, che rappresentano il 90% delle auto della polizia locale, in tolale duecento circa. Il problema? Il cruscotto dell’Alfa 159 è alto e il vetro è molto spiovente. Il tablet pc non risce a stare attaccato perchè urta con il vetro e si stacca. L’unico punto dove si ha a disposizione un po’ più spazio per lo schermo è sopra l’air bag, ma sarebbe molto pericoloso perché in caso di incidente la scatoletta a colpirebbe con violenza il volto del vigile seduto al posto del passeggero. Non solo, i ghisa sostengono che sia impossibile anche fotografare l’interno dell’auto in doppia fila con questo sistema. Dalla sua posizione la telecamera fotografa il longherone, la parte di telaio a metà dell’auto, che divide diciamo le due portiere, fotografando quindi in modo erroneo. «I colleghi dicono - denuncia Roberto Miglio, portavoce del Coordinamento sindacato autonomo - che è impossbile lavorare con il street control perché non sta attaccato al vetro, cade in continuazione e non permette di fotografare. Le pattuglie di turno sono costrette a usare le pochissime macchine di altri modelli». E così viene indicato esplicitamente negli ordini di servizio da tutti i comandi di zona e dal reparto radio mobile. Nell’ordine di ieri mattina si legge «pattuglia street control. Utilizzare veicolo di servizio Renault Megane 3751». E dire che anche le Megane presentano dei problemi ma minori rispetto alle 159.
Secondo il Comando della Polizia locale «tale dispositivo è utilizzabile su tutte le vetture in dotazione alla Polizia». «Lo street control va bene per le Alfa 159 - replica l’assessore alla Mobilità Riccardo De Corato - forse in qualche comando di zona i vigili non hanno capito dove va montato, si mette sopra l’air bag».
Le falle dello street control non si esauriscono qui: in teoria il sistema permette di fare multe a strascico, cioè in sequenza, mentre si è visto che richiede più tempo rispetto al vecchio sistema. «In un turno le pattuglie fanno in media 20 multe. Un agente a piedi fa tre multe nello stesso tempo in cui lo street control ne fa una - osserva Miglio -. Il Comune ha comprato i dispositivi, senza verificare se potevano essere montati sulle auto in dotazione, spendendo soldi dei cittadini».