Guerra finta, allarme a Ventimiglia

Colpi sordi, botti, sequenze di mitraglia, pim, pum, pam: pareva proprio una battaglia in piena regola, ieri mattina a Ventimiglia, fra bande rivali armate di tutto punto, e apparentemente decise a fronteggiarsi fino all’ultima raffica.
Momenti di apprensione, dunque, fra i residenti del quartiere della città di confine, quando hanno visto dei giovani vestiti con tute mimetiche rincorrersi armati di pistole e fucili mitragliatori su un campo non distante dalla strada.
Lo scenario era di quelli che non t’aspetti, se non sugli schermi televisivi che riportano le immagini dell’Iraq o dell’Afghanistan.
Fatto sta che a qualcuno è venuto in mente di invocare l’intervento delle forze dell’ordine. Ma carabinieri e polizia, accorsi in forza dopo le chiamate, non hanno impiegato molto tempo a capire cosa stava accadendo. E hanno scoperto quattro ventenni francesi che giocavano alla guerra con armi giocattolo e li hanno denunciati per procurato allarme.
I quattro sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Sanremo anche per invasione di proprietà privata. Le armi giocattolo sono state sottoposte a sequestro.
I giovani, residenti a Mentone, presi dall'entusiasmo per aver acquistato armi ad «aria compressa», contemplate nella categoria delle armi giocattolo, avevano invaso un terreno privato simulando una battaglia.
Il tutto senza preoccuparsi di dare preventivo avviso alle autorità locali, e senza segnalare, come di dovere, con cartelli l'area interessata.
Soprattutto, hanno poi spiegato le forze dell'ordine, i protagonisti della «battaglia» non avevano chiesto l'autorizzazione al proprietario del terreno per entrare all'interno dell'area nella quale si trova anche un edificio disabitato.
La disciplina sportiva comunemente conosciuta con il nome di «soft-air» risponde infatti a regole ben precise, tese ad evitare questo genere di episodi, e seguite in genere dalle associazioni che si dedicano a tale attività.