Guerra fredda finita sul commercio globale

Dopo 10 anni di diffidenze la Russia cede agli Usa e alla vigilia del G8 si dice pronta a firmare l’intesa per entrare nel Wto

Improvvisamente, il disgelo tra Usa e Russia. Inizia, di buon mattino, il quotidiano Kommersant, rivelando che Mosca è pronta a firmare l’accordo di adesione all’Organizzazione del commercio mondiale, meglio noto con la sigla Wto. Poche ore dopo Washington fa filtrare la notizia che Bush ha inviato una lettera a Putin in cui mette nero su bianco la proposta americana e «si dice ottimista sulla possibilità di un’intesa». In serata il Cremlino conferma: «La svolta è possibile».
L’argomento non è di quelli che appassionano il grande pubblico, eppure è cruciale per i nuovi equilibri economici e strategici tra le due potenze. Da un decennio le trattative sono bloccate per una ragione semplice semplice: Mosca rifiutava le richieste del Wto nel timore di essere colonizzata economicamente dalle multinazionali occidentali e in particolare da quelle americane. E la politica semi-autarchica condotta nell’ultimo anno dal governo russo, che ha chiuso agli investitori settori considerati strategici come quello dell’energia, sembrava indicare un prolungamento dell’impasse.
Ma sabato Putin accoglierà a San Pietroburgo i leader degli Otto Grandi Paesi industrializzati, che per la prima volta terranno in Russia il loro summit annuale. E non è un mistero che il presidente russo voglia un vertice che sancisca il prestigio della nuova Russia, di fronte alle telecamere di tutto il mondo. La scenografia è assicurata, no global permettendo: l’ex capitale degli zar è stata tirata a lucido per l’occasione. Ma l’immagine non basta: il summit sarà memorabile solo se produrrà risultati politici concreti. Per quel che concerne i temi caldi dell’attualità internazionale - Iran e Corea del Nord - non sono in vista annunci sensazionali. E allora a Putin non resta che puntare sull’economia, tanto più che qualche ora prima dell’apertura ufficiale dei lavori lui e Bush si troveranno faccia a faccia; il 14 sera informalmente a cena e poi il 15 mattina per l’incontro bilaterale. Sarà in quelle ore che i due leader decideranno la firma dell’accordo che, salvo sorprese, permetterà alla Russia di entrare nell’Organizzazione del commercio mondiale. L’annuncio permetterà di riavviare, proprio durante i lavori del G8, le trattative per la liberalizzazione degli scambi mondiali (il cosiddetto Doha Round), in stallo da mesi.
Il presidente americano ricompenserà il Cremlino mettendo la sordina alle critiche contro il regime russo: solo poche settimane fa il suo vice Dick Cheney denunciava le derive autoritarie che minacciano la democrazia russa. Ora Bush si premura di far sapere che esprimerà le sue preoccupazioni a Putin privatamente; in pubblico ci saranno solo sorrisi e pacche sulle spalle. Proprio come sperava il presidente russo. D’altronde l’adesione al Wto permetterà alla Boeing di vendere all’Aeroflot 22 B-787 e a un paio di grandi compagnie petrolifere americane di partecipare assieme alla Gazprom allo sviluppo degli immensi giacimenti di gas nel mare di Barents. Inoltre fra 7 anni le compagnie assicurative Usa potranno operare sul mercato russo. A Washington va bene così.