Guerra fredda, Putin pronto a riprendere la produzione dei bombardieri strategici

Monito a Praga: «Un grave errore accogliere il radar del sistema antimissile degli Usa»

da Mosca

La Russia alza ancora la soglia del confronto con l’Occidente. Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale Alexander Zelni, ha confermato che i pattugliamenti dei bombardieri a lungo raggio ordinati dal presidente Vladimir Putin non solo diventeranno routine, anche se non avverranno tutti i giorni, ma saranno estesi sulle rotte del Pacifico, quelle Europee, e anche quelle molto delicate sul Mar Nero e sull’Artico, divenuto pomo della discordia. Il consigliere per la difesa del presidente russo Vladimiri Putin, Alexander Burutin, ha aggiunto che visto che il numero di bombardieri potrebbe essere insufficiente la Russia sta valutando l’idea di riprendere la produzione di questi enormi velivoli.
Quasi contemporaneamente, a rincarare la dose, è intervenuto il capo di stato maggiore della Difesa, Yuri Baluyevski, che, nel corso di una visita ufficiale nella Repubblica Ceca, ha minacciato i suoi ospiti con toni da guerra fredda, dicendo che se davvero Praga decidesse di ospitare sul proprio territorio il previsto sito radar dell’odiato sistema di difesa antimissile statunitense «commetterebbe un errore enorme».
Putin del resto ha parlato di ulteriore potenziamento delle capacità aerospaziali nazionali in occasione della visita compiuta al salone aerospaziale e della difesa Maks, che si svolge in questi giorni presso l’aeroporto militare di Zhukovsky. Putin, protetto da un dispositivo di sicurezza colossale, ha galvanizzato il complesso militare-industriale, che per molti anni, a dispetto della ripresa degli investimenti per la difesa di questi ultimi anni, ha sofferto un pesante declino.
Per ora non è chiaro quali bombardieri potrebbero tornare in produzione, ma il consigliere di Putin si riferiva probabilmente ai Tupolev Tu-160 Blackjack, enormi quadrireattori supersonici dall’imponente carico bellico e dall’autonomia intercontinentale. Al salone ne sono presenti diversi esemplari operativi, altri sono abbandonati da anni presso il centro sperimentale, gli stabilimenti Tupolev e i reparti. La soluzione più semplice, veloce ed economica per aumentare il numero di aerei in servizio consiste sicuramente nel recuperare tutte le cellule disponibili, ripararle, ammodernale e riportarle in condizioni di volare. Si può recuperare anche qualcuno dei più vecchi bombardieri Tu-95. Probabilmente poi Tupolev ha ancora tutte le attrezzature per riprendere davvero la produzione del Tu-160, ma questo richiederebbe uno sforzo molto più oneroso. E l’industria russa è anche in grado di sviluppare nuovi e più efficaci missili da crociera, contro i quali il famoso scudo antimissile americano è pressoché inutile. Se la Russia procederà con questo piano difficilmente Washington potrà liquidare la cosa con qualche battuta sarcastica.