Guerra a Gaza: uccisi 10 palestinesi

Gerusalemme cerca di mettere fine ai lanci di razzi da parte dei miliziani armati di Hamas: muore anche un soldato di Tsahal

da Gerusalemme

In quella che viene definita la più importante operazione militare negli ultimi mesi nella Striscia di Gaza, reparti dell’esercito israeliano hanno occupato in massa ieri mattina la città palestinese di Beit Hanun con l’obiettivo di cercare di casa in casa i depositi dei razzi dei miliziani dell’Intifada.
Il bilancio della battaglia, protrattasi per l’intera giornata, è pesante. Secondo Israele, 10 miliziani sono stati uccisi, e i feriti si contano a decine. Israele ha confermato in serata la uccisione di un proprio militare della unità cinofila Oketz. Per tutta risposta i miliziani armati di Hamas hanno lanciato una decina di razzi verso Sderot e verso il vicino porto di Ashqelon.
Il presidente Abu Mazen e il suo premier Ismail Haniyeh hanno accusato Israele di essersi macchiato di un vero «massacro» e hanno perorato un intervento energico della comunità internazionale sul governo di Ehud Olmert. Il Consiglio di difesa del governo israeliano ha deciso che per ora l’operazione resta limitata sia nella durata che nella profondità (due chilometri circa all’interno della Striscia).
I ministri hanno escluso di conquistare la striscia di confine fra Gaza e l’Egitto, anche se nella zona di Dahanyeh (a sud di Gaza) viene segnalata la presenza di forze israeliane. Il “falco” Avigdor Lieberman, nominato pochi giorni fa ministro per le questioni strategiche, ha suggerito secondo radio Gerusalemme di ricorrere a Gaza ai metodi usati dalle forze russe in Cecenia. Secondo Haniyeh, proprio Lieberman potrebbe avere influenzato la decisione israeliana di lanciare l’offensiva.