«La guerra della grattugia non esiste»

Parla il presidente di Amstrad, Nicola Gurrado: «Non ci interessa fare concorrenza alla De Longhi»

Maddalena Camera

da Milano

«La guerra della grattugia non esiste». Lo spiega l’avvocato Nicola Gurrado presidente di Amstrad, marchio diventato molto conosciuto negli ultimi due anni nel campo dell’elettronica di consumo e dei piccoli elettrodomestici. Ma accanto al successo sono arrivati gli strali dei concorrenti sotto forma di citazioni del tribunale per aver messo sul mercato prodotti simili. Uno di questi è la grattugia elettrica. La De Longhi sostiene che il modello proposto da Amstrad è uguale al suo. E dunque dato che Amstrad è arrivata dopo sul mercato De Longhi è riuscita a far ritirare dalla vendita la grattugia del concorrente. Secondo il presidente però si tratta di un falso problema. «Amstrad - spiega ancora Gurrado - è una società di trading che vende prodotti acquistati in Cina e in Turchia. In catalogo abbiamo circa 540 prodotti. Noi cerchiamo di essere attenti e di non mettere in commercio prodotti che siano uguali a quelli commercializzati da produttori italiani. Ma, dato che ormai praticamente tutti acquistano o fanno costruire in Cina, capita che ci possano essere prodotti simili».
Secondo Gurrado la proporzione è minima. Su un catalogo di 500 prodotti infatti le cause sono soltanto quattro. «Ma a noi questo tipo di contenzioso non interessa - aggiunge - infatti abbiamo già raggiunto accordi con alcuni produttori. Il problema è che queste cause sono molto complicate. De Longhi ha perso un simile contenzioso con un altro produttore sempre per quanto riguarda la grattugia presso il tribunale di Monza».
Ora anche Amstrad attende sul fronte grattugia la sentenza del tribunale. «A noi comunque non interessa far concorrenza ad aziende italiane - dice Gurrado - tanto che per quanto riguarda la grattugia abbiamo già pensato di farne produrre un’altra completamente diversa. La nostra politica non vuole assolutamente essere aggressiva. Infatti quando ci hanno contestato di aver messo in commercio un frullatore simile a quella venduta da De Longhi abbiamo fatto un accordo e ritirato dal mercato». Il successo di Amstrad società passata in tre anni da 30 a 200 milioni di fatturato è dovuto soprattutto ai prezzi contenuti. «Questo però non vuole dire scarsa qualità e poca sicurezza - continua Gurrado - i nostri prodotti sono certificati, abbiamo una struttura e un controllo qualità in Cina e in Italia. Ci accontentiamo di margini più bassi anche perchè abbiamo una organizzazione snella e riusciamo a comperare a prezzi molto competitivi».