Guerra Liguria-Emilia per le risate ai funerali

Riccardo Re

Li abbiamo visti sulla prima pagina del «Giornale» di mercoledì scorso, immortalati mentre sghignazzavano, ridevano e facevano linguacce. Non erano due comici, due cabarettisti o due attori di avanspettacolo, bensì due politici: Alfonso Pecoraro Scanio, presidente nazionale del partito dei Verdi, e Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna. A immortalarli in questi atteggiamenti di «rilassatezza» non è stato qualche abile paparazzo alla loro caccia durante distensive vacanze estive, ma un fotografo presente nella chiesa di Santa Maria Novella. L’occasione era una di quelle per cui c’è ben poco da ridere: le esequie solenni delle tre vittime dell’attacco terroristico avvenuto a Nassyria una settimana fa.
Il capogruppo regionale di Alleanza Nazionale, Gianni Plinio, non è rimasto indifferente di fronte a queste immagini, che evidenziano un comportamento definito da Plinio «disgustoso e sfrontato» dei due politici protagonisti che hanno dimostrato «di essere sulla stessa lunghezza d’onda dei delinquenti dell’ultra-sinistra che, nei loro cortei, inneggiano a “dieci cento mille Nassirya”».
Dichiarazioni forti quelle di Plinio che si pongono in un atteggiamento di «guerra politica» tra Liguria ed Emilia Romagna. Il capogruppo di An ha infatti presentato un’interpellanza urgente al presidente regionale ligure, Claudio Burlando, in cui chiede di invitare il diessino Errani «a fare pubblica ammenda e a rinunciare a essere uno dei grandi elettori». Pressione sull’Emilia dunque affinché non convochi tra i tre rappresentanti regionali per l’elezione del presidente della Repubblica, una persona «indegna di svolgere funzioni di rappresentanza». Guerra simbolica visto che difficilmente una Liguria governata dal centrosinistra attaccherà quell’Emilia storicamente rossa, governata da un presidente dal sorriso un tantino facile.
Ma dall’interpellanza di Gianni Plinio non si salva neppure Alfonso Pecoraro Scanio. L’intenzione di Plinio è quella di ricambiare le pacche sulle spalle che il deputato dava in chiesa, magari con un’altra bella pacca, decisamente più forte. Una sventola capace di dare uno scrollone politico, capace di convincere Romano Prodi (se sarà lui il prossimo presidente del Consiglio) a lasciar fuori dalle poltrone governative il presidente dei Verdi.
Tenace la battaglia di Plinio, ma quasi certamente l’8 maggio tra gli oltre mille elettori troveremo anche Vasco Errani e naturalmente il deputato Pecoraro Scanio. E chissà se lì ci sarà davvero da ridere, nell’elezione di un Presidente molto istituzionale.