Guerra della musica sul lungomare di Rapallo

È già esplosa, a Rapallo (dopo lo straordinario successo delle feste di Montallegro) la battaglia rovente d’estate. Ma battaglia questa volta con tanto di carte bollate. Un esposto è già in Comune, vigilanza urbana, contatti con l’Arpal già avviati. Perché? Per il rumore che due mesi di concerti, al centro della passeggiata, di fronte al Chiostro celebre, hanno rovinato l’attività dell’Hotel Miramare e di alcuni palazzi contigui già lo scorso anno. E il pericolo era dietro l’angolo anche per questa stagione. E allora il titolare del «Miramare», Gino Camisa, fra i più noti, efficienti e storici albergatori della città con altri condomini ha pensato di muoversi prontamente per combattere fino in fondo: «Lo scorso anno - dice - in due mesi, 50 serate di musica fino alle tre di notte, dalle sei di pomeriggio. Fuori decibel, fuori orario. E passi! Quest’anno potrebbe riproporsi la stessa... musica. Basta, davvero basta: ho l’albergo vuoto, i clienti non sopportano queste serate, ho dovuto tagliare prenotazioni, ho fax che rifiutano il soggiorno. Insomma: un vero incubo». Proprio lo scorso anno, di questi tempi, fummo noi del «Giornale» a sollevare il caso, incontrando Camisa e il vice sindaco Roberto D’Antonio. E quest’ultimo ci garantì che avrebbe provveduto, spostando molti eventi in altre bellissime zone della città. Una promessa che pare sia in parte mantenuta. Dicono infatti Camisa e amici davvero irritati: «Ma perché tutte le manifestazioni davanti a noi?».
E diciamo che la prima battaglia è stata vinta: infatti sul lungomare saranno soltanto sei le serate. Ma c’è un altro pericolo dietro l’angolo: i locali che fanno musica davanti agli alberghi. Già oggi esiste una norma che pone il limite a mezzanotte e mezza con ottantacinque decibel. Ora però il Comune vorrebbe prorogare fino all’una di notte. Ma dice Camisa: «Il pericolo è che quando davano la mezzanotte proseguivano fino all’una, ora che avranno l’una proseguiranno fino alle due». Dunque si chiede almeno un controllo severissimo sia sull’orario sia sui decibel altrimenti partiranno altri esposti e questa volta addirittura in Procura.
Conclude Camisa: «A me dispiace fare queste azioni, perché capisco che Rapallo deve vivere e bene nell’immagine estiva, ma un incubo simile non è più possibile. Anche perché si violano leggi precise, decibel e orari».