Guerra di Nervi contro il piano del traffico

La delegazione verrebbe divisa in tre zone con altrettante rotatorie

Francesco Gambaro

«Giù le mani da Nervi». «No al piano Winkler». «Merella, Morgano via». Tre slogan per una protesta. Quella che hanno inscenato ieri pomeriggio, lungo le vie della delegazione, trecento nerviesi sul piede di guerra contro il progetto dell'architetto austriaco di dividere Nervi in tre parti (ponente, centro e levante) con altrettante rotatorie e contestuale pedonalizzazione di un tratto di via Oberdan e via Sala.
Residenti, operatori commerciali, professionisti tutti d'accordo ieri nell'intimare l'alt al piano dell'architetto incaricato dal Comune. Che per gli abitanti stravolgerebbe la viabilità del paese con inutili zone pedonali e disagi enormi per la popolazione. Disagi che verrebbero amplificati dal «taglio» dei posteggi (oltre 300) e dal sacrificio di piante e alberi secolari in piazza Duca degli Abruzzi, viale Franchini e via Somma. Un passo indietro: alle 14.30 ieri davanti alla pubblica assistenza nerviese si erano radunati già duecento manifestanti. Tutti con i loro cartelli di protesta al collo. In prima fila Pepy Criaco e Francesco Mura del comitato spontaneo nato un anno fa, «quando abbiamo capito che il nostro tranquillo paese sarebbe stato rivoluzionato da profondi cambiamenti». Al punto che in pochi mesi il Comitato ha raccolto 4.400 firme consegnandole poi alla civica amministrazione. «Non ha senso dividere in tre parti un borgo attraversato da un'unica strada, solo allo scopo di creare un'isola pedonale. E le auto poi dove le mettiamo?», si domandano i residenti. Già. È un problema annoso quello dei posteggi a Nervi. Da anni la gente chiede un silos pubblico per far fronte all'endemica carenza di posti auto. «Invece con il piano Winkler - attacca il dottor Ramò - si perderebbero centinaia di posteggi. Almeno 300». C'è di più: a mandare su tutte le furie gli abitanti è anche la questione spinosa di via Campostano. Dove nei prossimi mesi dovrebbe sorgere un grande supermercato con tanto di residence a firma della famiglia Messina. A Nervi non lo vogliono «perché farebbe convogliare nella nostra delegazione una marea di gente proveniente dai paese limitrofi, creando ingorghi spaventosi di auto, fino alla paralisi del traffico». Via Campostano per i nerviesi è un nervo scoperto. Racconta Piero Sessarego che «né il piano regolatore comunale, né il piano paesistico della Regione prevedono la possibilità di costruire in questa via, in quanto zona pregiata». E, invece, qui nascerà un supermercato con 300 posti auto, metà dei quali destinati alla clientela, altri 50 al residence, solo una minima parte - pare - agli abitanti. «No a Campostano», grida la folla. «Sì alle zone blu per i residenti».
Tensione alle stelle quando il corteo si avvicina a viale Franchini. Winkler vorrebbe trasformarla in strada a doppio senso. «Abbattendo gli aranci e tagliando tutti i posti auto», sbotta Tito Minato. «Buffoni, buffoni», tuonano i manifestanti. Parole infuocate anche per il parlamentino «che non prende nessuna posizione» e per Tursi «che non tiene conto delle migliaia di firme raccolte».
Alle 15.30 il corteo sbocca in piazza Pittaluga. Fine della manifestazione. «Se saranno necessarie altre iniziative come questa, le faremo - arringa il dottor Ramò - Per oggi, la seduta è tolta».