La guerra di Piero rende nervosa l’Unione

Il pressing degli alleati su Romano Prodi continua. Stavolta tocca al segretario dei Ds Piero Fassino: «Riforme subito o rischiamo grosso». Il premier glissa, ironizza sullo «stimolo» del segretario della Quercia, rilancia l'impegno riformista ma frena le fughe in avanti: ci sono 5 anni di tempo e i governi seri lavorano in questo orizzonte. Al suo fianco, la sinistra massimalista. A fianco di Fassino, il leader della Margherita Rutelli. Ma il coro di reazioni suscitate è rivelatore del rivolgimento che attraversa l’Unione. Che da giovedì si riunirà a Caserta per un summit con il governo: sul tavolo tutti i problemi che dividono la maggioranza.