Guerra di rifiuti nel Salernitano: nessuno vuole la superdiscarica

A Serre cittadini in piazza contro l’impianto che dovrebbe accogliere 700mila tonnellate di spazzatura E intanto l’immondizia si accumula

Salerno - Una discarica a Serre, per accogliere la bellezza di 700mila tonnellate di spazzatura, provenienti da tutto il Salernitano. Una discarica cinquanta chilometri oltre Salerno ma, ad appena 700 metri dall'Oasi naturalistica di Persano. Una situazione apparentemente paradossale che si trascina da tempo all’insegna delle polemiche e delle contrapposizioni. Con la gente, esasperata, che scende in piazza.
Da un mese gli abitanti di Serre e di un’altra decina di comuni che si affacciano sulla valle del Sele, sono in guerra contro questa discarica, un po’ come avvenne tre anni fa a Montecorvino Rovella (Salerno), quando a migliaia si riversarono sui binari della stazione, spaccando l'Italia in due, per protestare contro la riapertura della discarica di Parapoti.

A Serre, ieri, si è sfiorato il corpo a corpo, tra polizia e carabinieri da una parte e millecinquecento persone, dall'altra. C'è un comitato antidiscarica che coordina la protesta di questa gente, da un mese in fermento davanti a quella che, con ogni probabilità diventerà la nuova discarica provinciale del Salernitano, voluta dal Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania nonché capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. Ma, mentre è alta la tensione tra la popolazione e le forze dell'ordine, feroce sembra la rissa all'interno dello stesso centrosinistra, con Rifondazione comunista all'attacco con il suo uomo di «punta» più accreditato: il parlamentare Francesco Caruso. «Il ministro, il prefetto e il questore ritirino immediatamente la polizia da Serre, perché non è con la violenza che si possono imporre le scelte dall'alto, ma con il dialogo e il confronto. La tensione è altissima e la situazione rischia di sfociare in una violenta repressione nei confronti di chi da mesi ha scelto di manifestare in modo pacifico».

Durissimo contro il governo amico, anche il sindaco diessino di Serre, Palmiro Cornetta. «Quanto sta accadendo è davvero assurdo». L'onorevole Paolo Russo di Forza Italia, componente della commissione di inchiesta sulle ecomafie, sostiene che «a Roma, come in Campania la sinistra confligge nelle posizioni: da una parte Pecoraro Scanio, strumentalmente, difende Serre, per poi abbandonarla quando incassa il risultato di due vicecommissari per l’emergenza rifiuti. Dall'altra parte c'è la Regione che insiste a che Serre diventi la pattumiera della Campania». Tra mille conflitti, va dritto per la sua strada Bertolaso che, da giorni, sta lanciando l'allarme di un rischio epidemie per i rifiuti in Campania. «Sento parlare di tavoli tecnici e gruppi di lavoro, ma il tempo è scaduto. Non si può continuare a ragionare e a parlare, perché si sta rischiando un attacco epidemico». In nottata, al termine di una lunga riunione che si è tenuta al dipartimento della Protezione civile a Roma, cui hanno partecipato Bertolaso e una delegazione di sindaci della Piana del Sele, si è appreso che una commissione paritetica valuterà l'idoneità geologica del sito ma anche tutti i vincoli ambientali della zona. Contenti i manifestanti anche del fatto che le forze dell'ordine hanno lasciato l'area dove sorgerà la discarica.