Guerra di risarcimenti in «memoria» di Carlo

(...) intende infatti chiedere i danni proprio alla famiglia del contestatore morto durante i disordini del luglio 2001. È una guerra di cause civili, botta e risposta a carte bollate. Ma a scatenarla erano stati proprio i genitori di Carlo Giuliani.
Circa un mese fa l’ex carabiniere si era visto recapitare una richiesta danni da parte della famiglia Giuliani per la morte del figlio. Niente cifre, per il momento, ma certo gli zeri non mancheranno. E poi comunque, già il concetto stesso della richiesta danni non è piaciuto. Così Placanica passa al contrattacco. Ed è deciso a individuare la famiglia Giuliani come la responsabile della sua vita rovinata, per tutto quello che è seguito a quella terribile giornata in piazza Alimonda. Comprese le numerose e gravi minacce che hanno pesato per anni su tutta la sua famiglia. Nei giorni scorsi aveva già presentato una generica richiesta di risarcimento danni, ma senza indicare espressamente qualcuno come responsabile. Ora, dopo l’attacco subito proprio da quegli stessi genitori di Carlo che nei primi giorni dopo la tragedia lo definivano «la seconda vittima del G8», è deciso a non subire oltre.
«E io stesso mi farò carico di spingere i suoi avvocati perché non lascino cadere questa intenzione - interviene l’onorevole Filippo Ascierto, responsabile per la sicurezza di Alleanza nazionale, che da sempre aveva seguito le sorti di Placanica -. Considero vergognosa la scelta della famiglia Giuliani che, in nome del proletariato, tenta di ottenere denaro non da un borghese come loro, ma da un vero proletario. Da un ragazzo figlio di un disoccupato e che, grazie a quanto accaduto a Genova, ha perso anche quel lavoro da carabiniere che aveva, ed ora è a sua volta disoccupato, con una moglie e un figlio. Come unica fonte di sostegno ha una pensione da 400 euro per la sua riconosciuta invalidità».
Un’invalidità riconosciuta per i «danni» subiti proprio durante l’assalto alla jeep in piazza Alimonda. Botte, traumi fisici, ma soprattutto lacerazioni interiori. «Il suo sconvolgimento interiore è stato tale da aver costretto l’Arma a congedarlo - conferma Ascierto -. Dovrebbe davvero essere la famiglia Giuliani a risarcirlo. Ha subito un processo dal quale è emersa la sua totale innocenza per quanto accaduto durante quell’assalto, quando un gruppo di manifestanti armati tra cui Giuliani davano l’assalto allo Stato rappresentato da alcuni giovani carabinieri di leva. Vorrei che tutti potessero vedere come ho visto io il volto di Placanica dopo quell’episodio, le ferite subite, lo stato di choc. E avrei anche voluto vedere i genitori di Carlo Giuliani chiusi in quella jeep, capire se si sarebbero immolati sull’altare della patria o se avrebbero tentato di difendersi per quel naturale istinto di sopravvivenza che ognuno ha».
Un mese fa era arrivata quella richiesta danni all’ex carabiniere di leva. Un atto formale che intendeva soprattutto interrompere i termini di un’eventuale prescrizione per la citazione. «Ripeto, si è trattato di un atto vergognoso - conclude Filippo Ascierto -. È facile scagliarsi contro i più deboli, contro chi ha solo subito dei reati e, esito del processo alla mano, non è stato ritenuto colpevole di nulla. Piuttosto è l’ora di finire di guardare in faccia la realtà. Fino a quel giorno Carlo Giuliani era un figlio scapestrato che alla famiglia dava solo problemi. Da allora è diventato uno di quegli eroi del comunismo da porre su un piedistallo».
Due modi opposti di guardare lo stesso episodio. Con l’unico particolare, non certo irrilevante, che vede Placanica riconosciuto come assolutamente esente da colpe da un processo condotto dalla magistratura. Ora potrebbero essere di nuovo i giudici a dire se deve essere l’ex carabiniere a risarcire i genitori di Carlo Giuliani o se la futura senatrice Haidi dovrà investire parte del suo stipendio per pagare i danni a colui che vede come l’assassino di suo figlio.