Guerra al rumore, «chiudiamo Linate di notte»

(...) Infatti Riggio conferma l’incarico al direttore generale Silvano Manera di monitorare l’intorno di Linate per rilevare i tassi di inquinamento acustico con l’intento di poter perseguire possibili soluzioni di una ridistribuzione dei voli fra Linate e Malpensa.
C’è un decreto legislativo che viaggia in piena sintonia con il presidente Enac e in effetti pone sbarramenti per l’operatività degli aeroporti cittadini non solo relativamente ai movimenti ma anche agli orari, soprattutto di notte. E di notte Linate lavora, poco ma lavora.
In tutto sono dieci movimenti fra atterraggi e decolli, due sono voli cargo effettuati da Tnt e Metro Laimer e tre sono voli postali fatti da Md80 dell’Alitalia, proprio gli aerei che l’assessore Giorgio Goggi ha indicato come i più rumorosi in assoluto. L’ufficio postale aereo è rimasto a Linate nonostante fosse in progetto un suo spostamento a Malpensa fin dai tempi della costruzione dell’hub. A Linate c’è l’edificio e il personale che ci lavora, e le Poste italiane pare proprio non abbiano nessunissima intenzione di chiudere i voli notturni, non solo posta ma anche quotidiani e altro ancora.
Possibile che dieci movimenti notturni incidano così fortemente sull’inquinamento acustico su un totale di 220 decolli e atterraggi giornalieri?
Per Dario Balotta, segretario Fit Cisl, assolutamente sì ed è arrivato il momento di fare qualcosa: «Se si ha a cuore la sopravvivenza di Linate, la chiusura dell’operatività notturna dello scalo è una condizione imprescindibile».
La sua proposta è chiudere lo scalo almeno dalle 23 alle cinque del mattino: «L’impatto di questi Md80 nelle ore notturne è notevole e renderebbe almeno un po’ più quieto il sonno degli abitanti dei comuni vicini al Forlanini».
Un po’ di problemi ci sarebbero, per esempio convincere chi lavora all’ufficio postale di Linate a trasferirsi a Malpensa, peraltro non in tempi brevissimi. Oppure convincere Alitalia a rinnovare la flotta e sostituire gli Md80, promessa già fatta.
Ma in fondo questo non sarebbe solo trasferire il problema su un altro aeroporto?
«Ridurre l’inquinamento acustico è ormai un’esigenza che sta strozzando tutti i city airport del mondo. Chiudere Linate di notte - prosegue Balotta -, è una strada percorribile e meno problematica del trasferimento di parte del traffico dell’aviazione commerciale a Malpensa, senza attirarsi le reazione dei grandi vettori che operano al Forlanini in totale disaccordo con le intenzioni di Enac».
Enac osserva, intanto nella guerra del rumore a Linate entrano anche le Poste italiane e il gruppo si fa sempre più folto.