È guerra sui big del giornalismo Usa

I due grandi gruppi editoriali si danno battaglia a colpi di New Journalism, portando (o riportando, in qualche caso) due grandi scrittori per ora largamente inediti, o introvabili da decenni, in Italia. New Journalism è espressione coniata dallo stesso Tom Wolfe per indicare una generazione di scrittori cresciuti su pagine di riviste come Rolling Stone o Esquire e artefici di uno stile che mescola la precisione del reportage con il respiro del romanzo. Qualche nome? Truman Capote, Norman Mailer, Hunter S. Thompson, Joan Didion, George Plimpton, James Agee. E un capostipite riconosciuto: Gay Talese, figlio di emigrati calabresi.
In generale, con le dovute eccezioni, questi scrittori sono stati ritenuti «troppo americani» per il pubblico italiano. Ma il recente successo di Gomorra, un romanzo-reportage, ora li impone nuovamente all’attenzione generale. E gli editori, per fortuna, sembrano aver ingaggiato una nobile sfida per darci il meglio della loro produzione.
In marzo, Mondadori ha festeggiato l’ottantesimo compleanno di Tom Wolfe con la pubblicazione di La stoffa giusta, da molti anni fuori catalogo. La festa però è solo all’inizio. I fan dell’autore del Falò delle vanità potranno leggere o rileggere altri titoli notevoli, al ritmo di uno all’anno: nel 2012 uscirà Electric Kool-Aid Acid Test. Poi a seguire La parola dipinta nel 2013 e Scompiglio e rampicanti nel 2014.
Rizzoli invece ha cominciato a stampare (o ristampare) i libri di Gay Talese: partenza lo scorso autunno con Frank Sinatra ha il raffreddore (favolosa raccolta di ritratti da Frank Sinatra a Joe Louis passando per la storia della Paris Review). In questi giorni è tornato sugli scaffali Onora il padre (pagg. 608, euro 13,9). Entro la prima metà del 2012 sarà disponibile La donna d’altri.
Nel frattempo, qualcosa di Joan Didion è entrato di recente nel catalogo del Saggiatore, a esempio Verso Betlemme. Scritti 1961-1968. Mentre Dalai editore si è appassionato al caso Hunter S. Thompson, ripescando negli ultimi tre anni Cronache del rum, Paure, deliri e la grande pesca allo squalo, Meglio del sesso. Confessioni di un drogato della politica, Hell’s Angels, Screwjack. Se dovete sceglierne uno solo, ma sarebbe un peccato, che sia Hell’s Angels, il resoconto di un periodo infernale trascorso insieme con i motociclisti più cattivi d’America. Anche Fandango ha un titolo, Hey Rube, una raccolta di «pezzi» a metà strada fra sport e politica. Il capolavoro Paura e disgusto a Las Vegas è invece edito da Bompiani.