La guerra vista dalla parte sbagliata

Pier Francesco Borgia

Walter e Friedrich hanno solo diciassette anni. Siamo nei primi mesi del '45 e in Germania, almeno nelle zone interne, sono rimasti solo loro, i ragazzi, a svolgere i lavori manuali più umili ma decisamente necessari. Come mungere le mucche. Walter e Friedrich lo fanno molto bene. Ma questo non basta. Anche i giovanissimi a fine guerra verranno rastrellati e reclutati, come succede appunto ai due protagonisti nel momento in cui un gruppo di Waffen-SS irrompe durante una festa di paese per fare un invito cui nessuno può sottrarsi, pena ritrovarsi un cappio attorno al collo: arruolarsi per sancire la fedeltà al Führer, al popolo, alla patria e alla fede incrollabile nella vittoria! È da qui che parte Ralf Rothmann per raccontare l'epilogo drammatico (oltre ogni dire) del secondo conflitto mondiale visto dalla parte «sbagliata». Dalla parte degli sconfitti. Vittime anch'esse se non d'altro di un destino tragico che ha trasformato a fine guerra la Germania in un gigantesco cumulo di macerie. Quando il romanzo Morire in primavera (ora edito anche da noi per Neri Pozza, nella traduzione di Riccardo Cravero) è uscito in Germania c'è chi - come Die Zeit - ha proposto paragoni importanti. Rothmann sarebbe l'erede di Günter Grass. O meglio Rothmann apre un nuovo corso.

L'orrore che si nasconde negli angoli più remoti della memoria collettiva tedesca non si presta alla parola. Difficile raccontarlo. E ogni volta che qualcuno «osa» farlo, la polemica è appostata lì, dietro l'angolo, pronta ad aggredire per far strame dell'incauto scrittore. Rothmann sfida i tabù più radicati e ci offre una storia drammatica e coinvolgente. In cui si tocca con mano non solo l'orrore della guerra ma anche l'angoscia di un Paese e di un popolo nel momento esatto in cui capiscono di non avere via di fuga, nel momento esatto in cui realizzano che non possono nemmeno arrendersi. Walter finirà con un fucile in mano, parte del plotone che deve fucilare proprio Friedrich, che non ha resistito all'orrore della prima linea dove gli ufficiali tiravano le bombe a mano sui talloni dei loro stessi uomini per riuscire a mandarli all'attacco. L'autore sarà tra gli ospiti di Letterature. Il suo reading a Massenzio è in programma a Roma il prossimo 5 luglio.