Le guerre si fanno per vincerle. Ovvio? Per molti idioti, no

Caro Granzotto, noto con soddisfazione che l’attacco israeliano al covo terrorista di Gaza non ha sollevato il solito coro di indignazione né in Occidente né fra i Paesi arabi. A parte gli scalmanati extracomunitari islamici che hanno bruciato bandiere israeliane e per sfregio si sono messi pecoroni davanti al Duomo di Milano e a San Petronio a Bologna, è mancato il consueto corteo pacifista con gli striscioni «Giù le mani dal valoroso popolo di Hamas!». Si invoca la tregua, ma questo è solo uno stanco cliché, un conformismo dovuto. La cosa sorprendente è invece la critica a Israele per l’«uso sproporzionato della forza». Ma cosa vuol dire? E in che cosa consisterebbe sarebbe l’uso proporzionale?