Il guerriero Piccirillo trova l’ultima gloria

Dal nostro inviato a Bergamo
Torna a casa l'europeo dei medi junior che fu di grandi campioni nostri. Lo riporta Michele Piccirillo che si toglie lo sfizio dell'ultima soddisfazione pugilistica della sua carriera. Ha vinto la tenacia di un vecchione di 36 anni contro la gioventù di Lukas Konecky, tigrotto dalla pelle fiordilatte arrivato a Bergamo per falsi infilare dalla boxe stilistica dell'italiano. C’è mancato poco, invece, che Konecky si portasse a casa il titolo. Per mezzo match lo ha fatto intendere. E i punteggi di due giudici su tre (vantaggi di 7 e 6 punti) sono stati eccessivi. Match sofferto e intenso. Piccirillo se l'è vista brutta fin dal secondo round quando un gancio sinistro del pugile ceko, allevato in Germania, lo ha messo ginocchio a terra. Brutta sorpresa che il barese ha faticato a digerire: lento e troppo teso, il nostro ha subito per almeno metà match i colpi rabbiosi e il ritmo arrembante dell'avversario. La sua boxe scarna, essenziale, un po' monotona ha cominciato a dare qualche frutto dalla settima ripresa, quando le gambe di Konecki si sono fatte pesanti e il sinistro stantuffo di Piccirillo ha trovato dignità e miglior via nelle ultime riprese, per acchiappare al volo il titolo e la faccia dell'avversario trattato come un punching ball nell'ultimo round. Ed ora, a luglio, la sfida tutta italiana con Luca Messi. Ma l'enfant du pays di Bergamo dovrà proporre qualcosa di meglio di quanto ha fatto intravedere ieri sera col francese Touzet. Maglietta a parte, con la scritta «Liberate Tommaso». Messi è un fighter vecchio stile, tutto foga, cuore e determinazione, tira colpi come una mitraglietta senza il pugno del ko. Fa spettacolo però il talento è un'altra cosa.