Guerriglia ad Atene e Salonicco: 200 fermi Cinque sono italiani

Alta tensione in Grecia: incidenti alla manifestazione per ricordare l'anniversario del
quindicenne Grigoropoulos ucciso dalla polizia un anno fa. Aggedito il rettore dell'università di Atene: è grave. Venti i feriti: 16 sono poliziotti. Gli italiani fermati sono quattro uomini e una donna: processo per direttissima

Atene - Scontri tra giovani e polizia ad Atene e Salonicco e almeno 200 fermi, alta tensione, incidenti circoscritti e tenuti sotto controllo dalle forze dell'ordine, nel primo anniversario dell'uccisione del quindicenne Alexandros Grigoropoulos. In migliaia hanno marciato con rabbianella capitale fino al parlamento sotto gli occhi di 12.000 poliziotti, ma ci sono stati violenti incidenti provocati da estremisti che hanno lanciato sassi contro la polizia che ha risposto con candelotti lacrimogeni. Bilancio provvisorio: venti feriti, 16 dei quali agenti di polizia, preoccupano le condizioni del rettore dell'Università di Atene Christos Kittas, ferito a colpi di spranga alla testa, feriti anche una esponente del Partito rivoluzionario dei lavoratori e almeno un giornalista.

Ferito il rettore dell'università L'incidente più grave ha coinvolto il rettore dell'Università di Atene che è stato picchiato e ferito alla testa da un gruppo di facinorosi che volevano entrare nella sede amministrativa dell'ateneo. I fermati nella capitale sono un'ottantina. Scontri anche a Salonicco dove la polizia ha fermato un centinaio di persone. Stamane gli agenti erano entrati al Politecnico, con il consenso del rettore per arrestare otto giovani che avevano lanciato bombe molotov contro di loro.

La marcia ad Atene si è svolta all'insegna degli slogan "Non dimentichiamo il 6 dicembre" e "Alexandros Vive'', in una città assediata dalla polizia. La giornata, era cominciata in modo tranquillo sia pure all'ombra di una forte tensione, con un rito funebre senza incidenti sulla tomba del giovane ucciso dalla polizia. Una cerimonia 'privata' come voluto dalla famiglia, anche se il governo ha voluto mandare il ministro della Pubblica istruzione Anna Diamantopoulos.

Retate di anarchici Nella serata di sabato, gli agenti avevano fermato in tutto 162 persone di cui 75 rinviate davanti al giudice, inclusi cinque italiani, quattro uomini e una donna, e tre albanesi. Una parte dei fermi erano avvenuti dopo un'irruzione in un centro sociale nel sobborgo ateniese di Keratsini, dove è stata occupata per protesta la sede del consiglio comunale, e sequestrato materiale per la costruzione di bombe molotov, mazze, una granata luminosa, maschere e occhiali antigas.

Altri incidenti erano avvenuti nel quartiere anarchico di Exarchia dove gruppi di giovani avevano attaccato la polizia, al termine di una commemorazione per Grigoropoulos. Qui sono stati arrestati gli italiani che saranno processati per direttissima per violenze e distruzione di beni pubblici. Nei giorni scorsi le autorità avevano annunciato l'arrivo in Grecia di oltre un centinaio di anarchici europei in vista delle dimostrazioni di oggi e domani, facendo temere il ripetersi dei gravi disordini che sconvolsero il paese nel dicembre dello scorso anno. Mentre centinaia di scuole e facoltà universitarie sono occupate da venerdi, le autorità hanno blindato in misura senza precedenti la capitale temendo che le dimostrazioni potessero degenerare in incidenti violenti. Il ministro dell'ordine pubblico, Michalis Chrisochoidis ha avvertito che la polizia continuerà a "compiere il suo dovere di proteggere i cittadini" e non consentirà che "i vandali mettano di nuovo a sacco Atene". Ma domani tutto ricomincia di nuovo con un'altra manifestazione.