La guerriglia in cachemire di studenti e centri sociali: sassi contro la polizia

Ennesima manifestazione degli studenti contro il governo. Solo gli autonomi cercano gli scontri. Mezza Milano in coda

Per quasi un’ora hanno tentato di provocare le forze dell’ordine a dispetto dei tanti studenti che in gran parte manifestavano in maniera colorata e chiassosa, ma pacifica. In due/trecento hanno fronteggiato in largo Augusto la polizia, attrezzati con caschi e protezioni in plexiglass. Poi, sentito odore di carica, hanno mollato la presa per proseguire nel pomeriggio con rapidi «mordi e fuggi» nelle strade e nelle stazioni. Azioni seguite dalle forze dell’ordine che hanno fermato e accompagnato una dozzina di ragazzi in questura.
Ma alla fine a parte queste tensioni e il traffico in sofferenza, la mattina dei 5mila studenti delle superiori è filata via liscia come l’olio. Certo in mezzo molte facce cattive, e note nonostante i passamontagna, ma tanti ragazzini «bene» maglioncini in cahemire, abiti e scarpe firmati. All’inizio soliti blocchi delle rotaie nelle diverse stazioni, man mano che i «medi» arrivavano dalla provincia. Poi uova e vernice contro la sede del Pdl in viale Monza, la banca Mediolanum di via Visconti di Modrone, l’Arner Bank di corso Venezia e la Borsa, dove alcuni ragazzi sono anche riusciti a entrare e srotolare uno striscione.
Il corteo ha proseguito la circonvallazione interna fino a corso Italia per arrivare in piazza Fontana. Tutto bene fino all’arrivo della coda, composta da due o tre cento giovani aggregati attorno al collettivo studentesco «Corsari». In Missori i giovani hanno cercato di sfondare il cordone degli agenti per sbucare in piazza Diaz, ma sono stati respinti e sono iniziati i primi lanci contro le forze dell’ordine. Il gruppone ha poi proseguito lungo via Albricci continuando a scagliare uova, vernice, sassi e sacchetti di escrementi. Molti poliziotti e carabinieri si sono ritrovati imbrattati dalla testa ai piedi. La tensione ha iniziato a salire in maniera preoccupante fino a sfiorare lo scontro fisico in largo Augusto, per un tentativo di deviare dal percorso stabilito. Dopo le tante intemperanze dei giorni scorsi i responsabili dell’ordine pubblico hanno infatti cambiato registro: la ricreazione è finita e non sono più ammesse «passeggiate fuori programma». I Corsari hanno calato caschi e alzato scudi, dal fondo sono ripresi i lanci di pietre e bottiglie. Ma i dimostranti a quel punto erano già stati presi in mezzo tra due robusti cordoni, circa 150 uomini. E sentendo odore di sonore bastonate, la tensione ha subito iniziato a scemare.
Alla fine, ruggendo i soliti insulti, il gruppone si è diretto verso la Statale per un’assemblea, mentre il resto della manifestazione di frantumava in mille rivoli, ciascuno intruppato con il proprio centro sociale o il proprio istituto. Se molti studenti, finita la manifestazione se ne sono tornati a casa, in giro per la città sono rimasti ancora un paio di centinaia di ragazzi in cerca dell’azione eclatante. In particolare circa 100 restavano rintanati in Statale, in cerca di strategie per creare disordini. Un’altra cinquantina ha gironzolato attorno a porta Romana per poi raggiungere i «compagni» all’Università. Mentre una ventina di persone iniziava a sfidare le forze dell’ordine con rapidi blitz cadenzati a un’ora di distanza l’uno dall’altro: alle 16 in viale Cassale, alle 17 alla stazione Greco-Pirelli, alle 18 in viale Testi. Incendiando cassonetti sulla sede stradale o sui binari. Alla fine una dozzina di loro è stata bloccata e portata in questura. I fermati sono stati identificati e quasi subito rilasciati con una denuncia a piede libero.