Guerriglia davanti ai cancelli della Innse Denuncia per due giovani dei centri sociali

Martedì gli scontri, ieri le denunce. Il giorno dopo il violento faccia a faccia tra lavoratori e forze dell’ordine davanti alla Innse, l’azienda metalmeccanica di via Rubattino al centro di aspre trattative sindacali, la Digos ha preparato una prima relazione che verrà presentata in questi giorni in Procura. E nel fascicolo della polizia vengono segnalate due persone. Non si tratta di ex dipendenti, ma di volti noti dell’«area antagonista». Di 32 anni uno e di 33 il secondo, verranno denunciati per resistenza, violenza e lancio pericoloso di oggetti.
Erano stati proprio i centri sociali, presenti fin dalle prime ore del mattino davanti allo stabilimento di Lambrate assieme ad alcuni esponenti dei partiti di sinistra, a «movimentare» il presidio dei lavoratori. Una giornata di tensione sfociata in botte, manganellate e lancio di bulloni e pietre. Bilancio: una decina di contusi, tra cui un dirigente di polizia, sei carabinieri e altre tre persone presenti alla manifestazione. Episodi che i sindacati hanno giudicato «gravissimi».
La denuncia, ora, potrebbe finire sul tavolo del pubblico ministero Tiziana Siciliano, già titolare di un fascicolo che riguarda proprio l’occupazione abusiva della Innse. Una vicenda che scoppia nel giugno dello scorso anno, quando l’azienda - in gravi difficoltà finanziarie - licenzia 50 lavoratori. Motivazione: impossibile rinnovare l’affitto o comprare il terreno su cui sorge lo stabilimento. Un’area interessata da un piano di riqualificazione urbana su cui, scomparsa la Innse, sarà possibile costruire.
E in seguito agli scontri di martedì è intervenuto anche il presidente della Provincia, Filippo Penati, che si è detto «preoccupato per le moltissime realtà produttive che stanno chiudendo e i molti posti dove le maestranze non percepiscono già lo stipendio da mesi».