Guerriglia elettorale a Napoli: bomba carta contro la sede Pdl

NapoliGli sputi e gli insulti, le bastonate e le coltellate, poi le bombe. Ventiquattr’ore dopo l’aggressione a Gianni Lettieri, ex presidente degli industriali e candidato a sindaco di Napoli per il centrodestra, ecco un altro raid, chissà se l’ultimo: una bomba carta che più o meno all’una del pomeriggio è stata lanciata contro il comitato elettorale di Lettieri, nella centralissima piazza Bovio, chiuso al momento dell’attentato. L’ordigno è esploso vicino alla serranda del locale, a pochi metri dal comitato elettorale del candidato Pdl Mimmo Vitullo. L’esplosione non ha provocato feriti ma un forte choc in una decina di supporter, mentre un passante, investito dalla forza d’urto del boato, è stato costretto a recarsi in ospedale.
Nella stessa piazza Bovio, il giorno precedente, più o meno alla stessa ora, estremisti dei centri sociali avevano assaltato un gazebo del Pdl, ferendo due militanti. Negli ultimi due giorni Napoli ha vissuto una escalation di violenza che sembrava ormai dimenticata da anni. Prima l’aggressione a Lettieri e a sei ragazze del suo staff, 15 gli estremisti identificati dalla Digos. Poi l’assalto in piazza Bovio e in serata la guerriglia con la polizia davanti alla sede provinciale del Pdl. Ieri la bomba carta contro il comitato elettorale di Lettieri, cui è stata potenziata la scorta, e in serata la contestazione da parte di cinque o sei donne a Chiaiano, che hanno accolto il candidato urlando: «Avete accoltellato i nostri figli».
A preoccupare è la tracotanza con la quale agiscono gli estremisti: piazza Bovio è vicinissima sia alla Questura sia alla Guardia di Finanza e al comando provinciale dell’Arma. C’è poi che sì, a dare la stura alle ultime aggressioni è stato l’episodio di Enrico Tarantino, il militante di Casa Pound in lista col Pdl che su Facebook ha avuto la bella pensata di inneggiare a Hitler. Ma Lettieri è nel mirino fin dall’inizio, tant’è vero che quindici giorni fa, ma la notizia è stata resa nota soltanto ieri, ha subito un tentativo di aggressione nella stessa zona in cui due giorni fa è stato assalito dai centri sociali. Lettieri minimizzò, ma da quel momento la Digos non lo ha più mollato un attimo. L’attentato al comitato di Lettieri è stato condotto da due teppisti arrivati in Piazza Bovio a bordo di un motorino. Uno dei due indossava una felpa nera e ha lanciato la bomba carta davanti al locale chiuso per la pausa pranzo. Era invece davanti al suo comitato, Vitullo: «Non ho visto gli attentatori, ho solo sentito un boato fortissimo e un giovane mi è quasi piombato addosso. È il dipendente di uno studio legale che stava tornando a casa. La deflagrazione lo ha spinto contro di me. Ho visto la gente fuggire, tutti abbiamo temuto per le nostre vite».
È preoccupato il procuratore Giovandomenico Lepore: «I violenti devono essere assolutamente isolati, non possiamo tornare indietro di tanti anni». Il prefetto di Napoli Andrea De Martino sostiene che «una città di circa un milione di abitanti sa fare e dimostrare ben altro. Dico basta. Napoli non ha bisogno di soggetti di così basso livello civico».
A 15 giorni dal suo addio a Palazzo San Giacomo, il sindaco Rosa Russo Iervolino ha definito «assolutamente inaccettabili le aggressioni e gli episodi di violenza registrati nelle ultime ore in città», facendo appello a uno «sforzo di responsabilità per riportare la campagna elettorale a toni pacati». Preoccupato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che avverte: «Il fenomeno della violenza politica emerge dal brodo colturale che lo alimenta: l’antagonismo che conduce anche ad atti violenti è un fenomeno che va isolato e non vezzeggiato come spesso accade».
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