«Guidare Pilotare» taglia il traguardo dei 20 anni

Antonio de Felice

da Misano (Rimini)

Da sempre le competizioni automobilistiche sono state sfruttate per riversare sulle auto che si guidano tutti i giorni materiali e accorgimenti tecnici in grado di migliorare la sicurezza. Ma anche i piloti che le hanno portate al limite in pista hanno potuto trasferire il proprio bagaglio di esperienza ai semplici automobilisti. Come Siegfried Stohr, classe ’52 e con un trascorso in F1 con la Arrows, che nell’82 fonda la prima scuola di guida sicura in Italia. Solo tre anni dopo, avviene il felice matrimonio con la Bmw che fornisce i mezzi per la struttura e conia la prima campagna di comunicazione congiunta con lo slogan «quando Guidare diventa Pilotare» che poi avrebbe ispirato il nome stesso della scuola, conservato sino a oggi. Un matrimonio sulla sicurezza che recentemente ha compiuto i suoi primi 20 anni.
Lo scopo principale non è mai stato quello di far andare più forte chi magari è impegnato prevalentemente nel tragitto tra casa e l’ufficio, ma di far comprendere come comportarsi in condizioni di emergenza, come reagire in tempi rapidissimi non seguendo l’istinto, ma le esatte manovre da compiere in sicurezza. Un ostacolo che sbuca all’improvviso in mezzo alla strada, l’auto che perde aderenza sul bagnato in curva. E in questo senso - oltre alla nutrita squadra di istruttori, molti dei quali ancora in attività sia in pista che nei rally - hanno svolto un ruolo importante i mezzi della Bmw, che includono anche le potenti M3 ed M5 a trazione posteriore, le Mini Cooper a ruote motrici anteriori fino alle vetture dotate della trazione integrale X-Drive, così da rendere la scuola «Guidare Pilotare» una delle più complete sul fronte dei sistemi di trasmissione. Non solo. I veicoli vantano i più avanzati dispositivi di assistenza alla guida, tra i quali i controlli di trazione e stabilità, tutti disattivabili dall’abitacolo.
Gli allievi sono accompagnati dall’istruttore che mostra gli esercizi da compiere durante la prova pratica e controlla la loro esecuzione. Ogni vettura, infine, ha un videoregistratore che permette di fissare tutte le fasi dei test e rivedersele in un secondo tempo, prima di affrontare un viaggio. E magari un giorno in pista con «Guidare Pilotare» potrebbe salvare veramente la vita.