Guidi (Confagricoltura): «Lo sviluppo italiano nei Paesi emergenti»

Grande slancio per l'export agroalimentare che, nel 2012, ha mostrato una crescita pari al 5,4 per cento. Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, sul nuovo numero di Gusto delinea gli orizzonti di sviluppo per il comparto.
«Le esportazioni sono aumentate, con una performance superiore a quella dell'export nel suo complesso - spiega Guidi -. L'agroalimentare pesa per quasi il 10% sull'export nazionale complessivo. Con i suoi quasi 30 miliardi di valore aggiunto, l'agricoltura italiana primeggia in Europa. Siamo primi per olio, vino e ortofrutta. Se, come credo, gli stili di consumo che ricalcano la dieta mediterranea prenderanno sempre più piede, per le nostre produzioni si aprono frontiere immense».
I mercati mondiali in espansione sono soprattutto quelli dei cosiddetti Brics. In particolare per la Cina, oltre alla crescita dei consumi di carne, vino e ortofrutta, si prevede che, entro il 2017, più di 60 milioni di persone disporranno di oltre 30mila dollari di potere d'acquisto. Secondo Guidi «non va, comunque, trascurata l'importanza anche dei mercati tradizionali all'interno dell'Unione europea, tra i quali il primo è la Germania, che sono altamente recettivi per il nostro Paese e dove non dobbiamo perdere quote, ma anzi coglierne tutte le opportunità». Per il numero uno di Confagricoltura «occorre proiettarsi in una dimensione più globale, trasformando in opportunità ciò che altri spesso vedono come rischio. Per fare questo è necessario accrescere i momenti di relazione business oriented con gli operatori esteri. Occorre poi mettersi in rete, per aumentare la propria capacità competitiva in termini di volumi, di servizi e di capacità di promozione. Confagricoltura sta lavorando su nuove forme di contratti di rete, che danno la possibilità di candidarsi anche in progetti di promozione internazionale. Certamente, sono necessarie adeguate politiche di accompagnamento e la nostra organizzazione è quotidianamente impegnata in tal senso».