Guido Caprino «Sono uno sbirro seduttore e ruspante»

Roma Il pubblico della fiction di Raiuno è ringiovanito di tre anni: dai 49 che gli erano stati mediamente attribuiti a 46. Il che significa «che la Rai ha visto giusto quando decise di varare storie “rinfrescate” nello stile e nei temi», spiega la responsabile di Raifiction, Tinni Andreatta. Quindi gli spettatori di Raiuno hanno l’età adatta per «Il commissario Manara»: il giallo-rosa in onda al giovedì in cui giovane è la storia - quella d’un poliziotto belloccio e ruspante, sconclusionato ma fascinoso -, giovane il regista (l’esordiente Davide Marengo) e giovani i due protagonisti, già visti in tv (lui attore ne «I vicerè», lei valletta in «I migliori anni» con Carlo Conti) ma al debutto come protagonisti: Guido Caprino e Roberta Giarrusso. Ovvero il commissario Manara e l’ispettrice Rubino. «Li abbiamo voluti poco noti scientemente - osserva Andreatta -. Il che può essere anche un rischio. Ma Luca Zingaretti fino a Montalbano era praticamente sconosciuto. E con loro ci sono professionisti popolari, come Valeria Valeri, Bruno Gambarotta, Jane Alexander». La serie, prosecuzione di «Una famiglia in giallo», racconta di un commissario fuori dalle regole, che al primo caso s’è messo nei guai (con la moglie di un questore), e per questo ha subito un trasferimento punitivo in provincia. Dove troverà una collega bella e capace di tenergli testa. «Il mio personaggio è cane sciolto - spiega Caprino, capelli lunghi e pizzetto alla Frank Zappa -. Esteriormente diverso da qualsiasi altro poliziotto, quando arriva al commissariato lo scambiano per un extracomunitario, è acuto e intelligentissmo, ma molto naif e folle». «L’ispettrice Rubino, invece, è esattamente l'opposto - racconta la Giarrusso -. Coscienziosa, precisa, disciplinata, è un ex brutto anatroccolo trasformatosi in cigno». «Ne deriva una serie con elementi classici, come il giallo tradizionale, e spunti innovativi, come la commedia moderna - riassume la Andreatta -. Un giallo-rosa ricco di umanità e irriverente».