"Guido le Frecce ma da bambina il macchinista mi sembrava un mestiere soltanto per i maschi"

«Mi scusi ora la devo salutare... altrimenti perdo il treno». E se lo perde lei, il treno non parte. Annamaria Fumarola ha 46 anni ed è macchinista di Trenitalia. Sfreccia a duecento all'ora alla guida delle Frecce Bianche. È una delle 70 donne su 8mila uomini in Italia a fare questo lavoro. Le piace far parte di questo 0,8%. Le piace avere a che fare con i treni, ammirare il paesaggio mentre viaggia, le piace perché non è un lavoro normale. Per carità, non lo sognava fin da bambina, ma da sempre sapeva di non essere tagliata per un mestiere qualunque.

Milanese, mamma casalinga, papà operaio, dopo le medie ha preso il diploma di grafica pubblicitaria che oggi «mi torna utile per i biglietti di auguri». Entra alle Ferrovie come operaia. Lavora tra i carri, i binari e le vetture, impara a fare il manovratore. Per migliorare la sua posizione professionale le viene proposto di diventare macchinista.

«La scelta non è stata facile e avevo parecchie perplessità - racconta - Lo avevo sempre visto come un mestiere da maschio. Ti porta a stare molto in giro, a fare turni di giorno e di notte, non è adattabile facilmente alla vita di una donna». Tant'è vero che chi ha più dubbi è l'ex compagno, diventato appunto ex. «Il papà era contento, gli piaceva l'idea anche se si preoccupava di come sarebbe potuto diventare nonno». Ma Annamaria Fumarola ha già deciso di buttarsi in questa nuova avventura.

«Ho studiato per sei mesi materie come elettronica e meccanica che non avevo mai fatto prima». Scuola al mattino, studio la sera e il sabato a ripetizione da un amico ingegnere. «È stata una fatica cominciare a studiare queste materie a 30 anni, perché bisognerebbe averle già fatte da ragazzi per avere maggior facilità di apprendimento». Nel 2005 finisce il corso e sale sulle prime locomotive. «Per quattro anni ho viaggiato con un macchinista più anziano». Poi nel 2009 l'esame finale: la «corsa prova». E voilà: prima macchinista. Da allora va su e giù per l'Italia da sola, alla guida delle Frecce oppure degli Intercity. L'ansia e lo stress sono ormai un ricordo cancellato dall'esperienza e non vede problemi che non possa risolvere. Neppure - come è successo - se si rompe la locomotiva e, sempre da sola, deve agganciare quella che arriva in soccorso.