«Guido Rossa» si gira in fabbrica

«In questi anni ho fatto molte ricerche: scriverò un libro su mio padre per cercare ancora la verità e per parlare dei tanti punti oscuri di quella vicenda». Chi parla è Sabina, figlia di Guido Rossa, il sindacalista genovese ucciso dalla Brigate Rosse, alla quale sarà dedicato anche il film «Guido che sfidò le Brigate Rosse», presentato sabato mattina a Genova. Un progetto di ampio respiro che passerà attraverso la cinepresa di Giuseppe Ferrara, il regista che dirigerà la pellicola interpretata da Massimo Ghini (Guido Rossa), Anna Galiena (la moglie di Rossa) e Gianmarco Tognazzi (il brigatista Francesco Berardi), e attraverso le pagine di un libro che porterà la firma di Sabina Rossa. La figlia di Guido Rossa ha annunciato l'idea di raccontare la sua esperienza, durante la presentazione del film alla quale hanno partecipato Giuseppe Ferrara, Massimo Ghini, Anna Galiena, l'assessore al traffico Arcangelo Merella in rappresentanza del Comune e alcuni sindacalisti della Cgil.
«Da anni cerco una verità fatta di testimonianze, ma anche di ricerca dei responsabili che, attivamente o passivamente, hanno permesso l'omicidio di mio padre - ha sottolineato -. Ci sono ancora molti punti che non sono stati chiariti e questa ricerca di verità e trasparenza saranno al centro del libro che ho deciso di scrivere e del film diretto da Ferrara». Un'opera che ha iniziato a prendere forma ieri con il primo ciak e che avrà come sfondo Genova. Le riprese, che porteranno le telecamere anche all'interno dell'Italsider, dureranno fino al 3 agosto e permetteranno di ricostruire la vicenda umana del sindacalista della Cgil ucciso perchè «colpevole» di essersi opposto al terrorismo. «Dietro a questo film ci sarà tutta la città e il mondo sindacale, che è stato direttamente coinvolto anche come testimone di quei giorni - ha detto il regista presentando il film -. A Genova c'è un monumento, forse un pò retorico, che ritrae Guido Rossa nell'atto di indicare qualcosa: quel qualcosa sono i valori da difendere». Regista, attori e produzione - il produttore del film Carmine De Benedictis - concordano nel definire il progetto qualcosa di più di un semplice film. «È un'emozione e un modo per raccontare questa storia a chi non la conosce o è troppo indifferente per ricordarla» ha sintetizzato Anna Galiena. «Non sarà facile interpretare un personaggio che è diventato un simbolo - ha detto Massimo Ghini -: il mio compito non sarà infatti quello di imitare Guido Rossa, ma di farne rivivere i valori».