Guido Rossi si rifà il "pool"

Sembra quasi inevitabile che il riassetto di Telecom venga servito in salsa giudiziaria. Rigorosamente ambrosiana. Così si interpretano alcune succose indiscrezioni che filtrano dalla Procura. La prima: Guido Rossi ha scelto a capo dell’audit il colonnello Federico d’Andrea che dopo 29 anni lascia la Guardia di finanza. Due note sull’ufficiale: fino a settembre era vice di Francesco Saverio Borrelli all’ufficio indagini della Figc, commissariata sempre da Rossi. Per risolvere Calciopoli.

Negli anni di Mani Pulite d’Andrea era la cinghia di trasmissione delle indagini più delicate del Pool. A iniziare da quelle su Silvio Berlusconi. Scegliere d’Andrea significa rassicurare la magistratura inquirente. E attrezzarsi di fronte ad altri temporali giudiziari dati per imminenti? Di sicuro la scelta su d’Andrea smentisce chi vedeva nelle mosse del presidente la volontà di valorizzare il management interno senza innesti. Anzi, sembra che stia accadendo proprio il contrario con la cosiddetta “cura Rossi”. Ovvero autolicenziamenti sollecitati a manager di carature diverse in settori chiave. Per cancellare gestioni passate.

All’orizzonte si staglia poi il filone d’inchiesta sulle compravendite, immobiliari e societarie, avvenute negli ultimi dieci anni. Un’indagine riservata della quale si sa poco, anzi nulla. Portata avanti dalla scorsa estate con acquisizioni di documenti che ufficiali del nucleo provinciale della Gdf in borghese hanno compiuto in piazza Affari. Guido Rossi aveva presentato una memoria in Procura. Ma gli inquirenti assicurano che la parte interessante non era scritta ma è stata raccontata. A voce. E a verbale.