Guidolin avvisa: «Altro che vetta, noi affamati»

La fame per continuare a sognare. È quella che dovrà avere l’Udinese capolista, oggi in trasferta sul campo dell’Atalanta. Francesco Guidolin non fa sconti ai suoi: «Dobbiamo essere affamati perché troviamo una squadra affamata», avverte il tecnico bianconero. Il valore dell’avversario, capace di cancellare il pesante handicap per le scommesse in cinque giornate, insieme a tutti i rischi derivanti dalla ripresa dopo la pausa per le nazionali. «Riprendere dopo una sosta è sempre un’incognita perché siamo tra le squadre che hanno più nazionali - sottolinea Guidolin -. I miei giocatori sono tornati sani, anche se tanti sono sudamericani e hanno fatto voli transoceanici».
Guidolin non scopre le sue carte, anche perché per la prima volta dall’inizio del torneo ha grande scelta, tolti i tre infortunati (Coda, Barreto e Pasquale). «Ho gran parte della squadra a disposizione. Devono sentire il momento. Floro Flores? Lo vedo bene, è molto importante per noi. Ho la fortuna di avere due grandissimi attaccanti». Si gioca con Torje, il Messi di Romania, il posto al fianco di Di Natale. Chiunque scenda in campo dovrà dimostrare di aver recepito il monito di Guidolin: «È un campionato molto insidioso per tutti. Bisogna stare attenti, con i piedi piantati per terra, e giocare alla morte tutte le partite». A partire dall’Atalanta. Guidolin non si fida perché ha toccato con mano il carattere di quella squadra: «Faccio all’Atalanta i complimenti per il ritorno in A, perché a Bergamo ci sono stato, anche se per poco tempo, e mi sono trovato bene».
Troverà un’Atalanta che vuole chiudere la parentesi del ko con la Roma prima della sosta. «Domani voglio un’Atalanta elettrica - attacca Colantuono -, quell’eletticità che è mancata all’Olimpico, dove comunque abbiamo giocato bene. Per fermare i friulani dovremo sfoderare le nostre armi migliori: concentrazione e intensità». Poi ci potrebbe pensare l’ex Denis, già a quota quattro reti come l’ex compagno Di Natale. Una sfida tra bomber per continuare a stupire.