«Guidolin non allenerà i genoani»

Luca Russo

«Guidolin, lo seguivo da tempo, mi piace perché allena i giocatori e basta». Enrico Preziosi presenta così il nuovo tecnico rossoblù arrivato ieri a Genova con il riferimento al passato che poi diventa sempre più esplicito. «Non è un uomo di piazza, forse non incarnerà lo spirito genoano - ha aggiunto Preziosi parlando di Guidolin - ci vuole qualcuno che vada in campo stretto nel proprio ruolo, che non debordi in altre attività che nulla hanno a che fare con il calcio, insomma che alleni i tifosi». Il nome di Cosmi non esce fuori fino a quando la domanda non si fa esplicita e lo sguardo di Preziosi si fa torvo. «No, di Cosmi non parlo più - ha aggiunto il presidente - dico solo che noto con piacere che qui lui non c'è più. Fra noi è mancata la fiducia prima di quanto possiate pensare voi, una cosa che non deve mancare mai».
Punto e a capo. «Sono contento - ha concluso Preziosi - che nonostante le preoccupazioni di questi giorni Guidolin abbia accettato con entusiasmo l' incarico».
E allora ecco il nuovo tecnico. «Io come Osvaldo». Un auspicio, un biglietto da visita , una scuola di pensiero. Nel suo primo giorno genovese, il neo allenatore del Genoa Francesco Guidolin si è presentato così dichiarando come il suo credo calcistico si avvicini in tutto e per tutto a quello di Osvaldo Bagnoli tecnico dell'Uefa rossoblù e suo allenatore quando ancora correva sui campi come calciatore. Arrivato in mattinata a Villa Rostan per conoscere la sede del Genoa, Guidolin è stato presentato a Pegli nel pomeriggio di fronte ad alcune centinaia di tifosi che lo hanno accolto con un applauso al quale ha risposto con un saluto. «Sono molto felice di essere qui - ha affermato - vengo a Genova con tantissimo entusiasmo, è un' altra scommessa per me, una nuova avventura». Il nuovo allenatore del Genoa ha rivelato di essere rimasto per venti giorni senza contratto: «un caso unico, poi è arrivato Stefano Capozucca, mi sono incontrato con Enrico Preziosi e ci si è capiti subito».
Guidolin ha firmato un contratto biennale a 1 milione e 250 mila euro netti all’anno. «Sapevo del blasone di questa società - ha detto - e della voglia di grande calcio che ha questa tifoseria». Il tecnico veneto non si è mostrato preoccupato dell' inchiesta giudiziaria sulla presunta combine della partita Genoa-Venezia. «Sono fiducioso, sono qui e ho ricevuto ampie assicurazioni dalla società - ha spiegato Guidolin - non c'è nessuna clausola nel mio contratto». Poi il suo credo calcistico. «Ho totalizzato trecento presenze in serie A nelle quattro squadre allenate, centrando per tre volte l'Europa - ha aggiunto - il mio modulo varia dal 3-4-3 al 4-3-2-1, mi piacciono le squadre duttili e qui ho già notato delle belle individualità. Si è vero gioco solitamente con un ariete, penso che Stellone, visto il suo stato fisico e il suo rendimento, possa davvero rappresentare quello che è stato Toni a Palermo». Guidolin dopo Cosmi, proprio come Bagnoli dopo Scoglio, passaggi storici simili per i caratteri degli allenatori. «Osvaldo Bagnoli è stato l'allenatore che più di tutti mi ha formato sia come uomo che come calciatore».

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