Guidonia, il cecchino: "Ero circondato"

Angelo Spagnoli davanti al gip: "Mi dispiace, le armi servivano per difendermi". L'accusa è di tentata strage e omicidio. Trasferito in un istituto psichiatrico. A breve la perizia

Roma - "Qualcosa si era rotto nella mia testa, non volevo far del male a nessuno, ma ormai i servizi segreti mi stavano assediando". Così Angelo Spagnoli, il "cecchino" di Guidonia che ha ucciso due persone e ferendone otto, al gip del tribunale di Tivoli, Elvira Tamburelli - il giudice dei bimbi di Rignano Flaminio presunte vittime di pedofili - che oggi ha emesso una ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti per strage e omicidio. Spagnoli è stato interrogato oggi da gip e dal pm Salvatore Scalera nel carcere di Rebibbia dove è detenuto da sabato scorso. L’uomo, che era in isolamento, è stato trasferito da oggi in una struttura di assistenza psichiatrica. Il gip, che ha convalidato l’arresto, ha anche disposto una perizia che dovrà accertare, entro 30 giorni, la idoneità di Spagnoli a stare in un giudizio e la sua capacità di intendere e di volere. L’uomo, ex capitano dell’esercito, assistito dall’avvocato Dale Abozzi, ha ripetuto al gip di essere "dispiaciuto" per quanto ha fatto e di essersi costruito un bunker, nell’attico della palazzina di Guidonia da dove ha fatto fuoco sabato scorso, per difendersi. "Le armi che avevo in casa - ha spiegato Spagnoli - mi servivano solo per difendermi, non per far male a qualcuno. Sono molto addolorato per quanto è successo".