Guidonia «Erano animati da una furia disumana»

«Si sono avventati su me e il mio ragazzo con una furia disumana, ho provato a urlare, a resistere, a cacciarli ma ero terrorizzata e poi improvvisamente mi è mancata la forza fisica». Poche parole, scandite tra lacrime e momenti di disperazione. Così la ragazza di 21 anni che l’altra notte a Guidonia, è stata violentata da cinque uomini, quattro dei quali avevano il volto coperto da un passamontagna, ha raccontato ai carabinieri quei terribili momenti. La ragazza e il suo fidanzato sono stati ascoltati dai carabinieri e da uno psicologo per cercare di ricostruire quanto avvenuto nella stradina dove si erano appartati. La ragazza ha parlato dei finestrini infranti, le minacce con i cacciaviti e poi l’aggressione al fidanzato. «Speravo che volessero rapinarci, poi si sono scambiati qualche parola ed è stato l’abisso, ho urlato con quanto fiato avevo in gola. Poi ho capito che nessuno poteva sentirmi. Ho chiuso gli occhi e ho sperato che tutto finisse il presto possibile», ha detto tra le lacrime. Lui, il fidanzato di 24 anni, picchiato e poi chiuso nel bagagliaio dell’auto ha sentito tutto. E questo gli ha provocato uno «choc emotivo» molto evidente. Cerca di mantenere la calma per dare forza alla sua compagna ma - ha detto ai militari - che «è pieno di rabbia e sensi di colpa per non essere riuscito a difenderla».
Ieri pomeriggio i fatti di Guidonia sono stati al centro di un incontro tra il prefetto Giuseppe Pecoraro e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Si è parlato anche della violenza avvenuta tre notti fa a Primavalle. «Il prefetto - ha riferito il sindaco Alemanno - mi ha garantito l’impegno di tutte le autorità inquirenti per assicurare alla giustizia i responsabili dei recenti fatti criminali». Nell’incontro durato circa un’ora, dalle 16 alle 17, il Prefetto ha comunicato al sindaco di «avere convocato per lunedì sia una riunione presso il Comune di Guidonia che il Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza».
Dal canto suo Ferdinando Aiuti, presidente delle politiche sanitarie del Comune, ha proposto al sindaco Alemanno «un protocollo sociosanitario che preveda interventi di assistenza e di controllo delle malattie eventualmente trasmesse» alle vittime di violenza sessuale e «anche una revisione della legge 135/90 che attualmente impedisce il controllo obbligatorio per il test Hiv per le persone non consenzienti».