Guidonia, in trappola il branco di violentatori

Catturato il branco: sono romeni. Presi due per favoreggiamento. Tensioni davanti alla caserma: la folla tenta di linciarli. <strong><a href="/a.pic1?ID=324210">Ai romeni il record di reati</a></strong>: in un anno in tutta Italia ne sono finiti in manette 1.100. <strong><a href="/a.pic1?ID=324213">Caliendo: &quot;In carcere nel loro Paese&quot;</a></strong>

Roma - Sono tutti giovanissimi i quattro romeni fermati per lo stupro di Guidonia. Il più giovane dei quattro, tutti accusati di violenza sessuale e rapina aggravata, ha circa 20 anni e il più anziano ne ha poco più di 23. Gli altri due romeni, accusati di favoreggiamento, sono di poco più anziani. È quanto hanno spiegato durante una conferenza stampa il procuratore della Repubblica di Tivoli, Luigi De Ficchy, il comandante provinciale dei carabinieri di Roma, Vittorio Tomasone, il comandante del gruppo di Frascati, Rosario Castello, insieme ai carabinieri hanno eseguito i fermi. Dei quattro romeni fermati per violenza e rapina due sono in Italia da poche settimane, gli altri due da più tempo: tutti erano ospiti da connazionali e non vivevano in campi nomadi, senza un lavoro e senza precedenti penali.

Indizi solidi In un primo momento si era parlato di una banda di 5 romeni, ma secondo il procuratore di Tivoli con i sei fermati sono stati individuati tutti i componenti della banda: "Non manca nessuno" ha detto De Ficchy, sottolineando che, per quanto riguarda gli elementi di prova raccolti attraverso pedinamenti e intercettazioni, "sono molto, molto solidi. Sarà poi la procura - ha concluso - a chiedere la convalida dei fermi e il gip a valutare gli elementi di prova". 

Traditi dal cellulare È stato il telefonino a portare gli investigatori sulle tracce dei quattro rumeni catturati stamattina. Infatti, proprio con il telefonino rubato alla vittima, anche se cambiando la scheda sim, uno degli stupratori ha chiamato alcuni connazionali e ha annunciato il proprio arrivo a Padova. I carabinieri hanno aspettato il gruppo che viaggiava sulla stessa auto (una Bmw) al casello di Tivoli.

Arrestata la banda di romeni I carabinieri hanno arrestato il gruppo di romeni con l’accusa di aver aggredito una coppia a Guidonia, vicino Roma, stuprando la giovane e picchiando il fidanzato. La posizione di altri cittadini romeni è al vaglio dei carabinieri e del procuratore di Tivoli: l’accusa nei loro confronti è di favoreggiamento. Avrebbero aiutato il branco a nascondersi dopo l’accaduto. La procura potrebbe, inoltre, disporre un confronto tra la ragazza e il branco.

Una confessione Avrebbe già confessato uno dei quattro rumeni accusati di aver stuprato a Guidonia una giovane donna e picchiato il fidanzato chiudendolo poi nel bagagliaio dell’auto. In ogni caso, i quattro stupratori hanno lasciato sul posto significative tracce biologiche attualmente al vaglio dei tecnici del Ris. Se dovessero risultare compatibili con quelle dei quattro fermati i carabinieri sono certi di poter inchiodare i responsabili dello stupro.

La vittima: "Fine di un incubo" "È la fine di un incubo, ringrazio i carabinieri". Queste le prime parole della ragazza di 21 anni alla notizia del fermo dei responsabili dello stupro. Ancora sconvolta per l’aggressione e la violenza subite, la ragazza in lacrime ha voluto ringraziare i carabinieri: "È fatta giustizia". "Ora non faranno più male a nessuno, non faranno a un’altra donna quello che hanno fatto a me", ha avuto la forza di aggiungere visibilmente scossa.

Tensione davanti alla caserma All’uscita dalla stazione dei carabinieri di Guidonia dei sei romeni fermati per lo stupro c’è stato un tentativo linciaggio da parte della folla che assedia la stazione. "Maiali, bastardi" e "Consegnatelo al padre della ragazza": queste le grida delle decine di persone, per lo più ragazzi, che hanno tentato di aggredire uno dei romeni scortato dai carabinieri che lo hanno portato con difficolta a bordo della gazzella. Anche l’auto dei militari è stata oggetto della rabbia della folla: alcuni hanno sbattuto ombrelli contro la carrozzeria, altri hanno dato calci e pugni all’auto. Stessa scena all’uscita degli altri fermati.

Il ruolo delle intercettazioni Ancora una volta sono state le indagini tecnologiche avanzatissime a consentire ai carabinieri di individuare la banda di cinque romeni ritenuti responsabili della violenza sessuale di Guidonia. Stando a quanto si apprende, infatti, decisive sono risultate le intercettazioni telefoniche. Individuato il presunto gruppo di stupratori, la magistratura di Tivoli ha disposto le intercettazioni sui cellulari degli indagati in fuga e proprio le "cellule" dei telefonini hanno permesso di localizzarli e di assicurarli alla giustizia.

La polemica sugli stupri Quello di Guidonia è solo uno degli ultimi casi di violenza sulle donne che si sono registrati nelle ultime settimane nella Capitale e che hanno riportato sulle prime pagine dei giornali le polemiche politiche sulla sicurezza. Al centro del dibattito sui media negli ultimi giorni la decisione di un gip di Roma di mettere agli arresti domiciliari, e non in carcere, un ragazzo di 21 anni reo confesso di aver violentato una ragazza la notte di Capodanno durante una festa in Fiera patrocinata dal Campidoglio.