Guinness 2006, tutti i segreti per diventare un recordman

Dall’attore americano che calza scarpe numero 63 allo stuntman inglese più basso del mondo (126,3 centimetri)

Nino Materi

Una pedata nel sedere. E che sarà mai! Beh, se a darvela è Matthew McGrory - che calza scarpe «numero 63» - qualche problema potreste averlo.
L’attore americano, imbattibile nel recitare coi piedi, ha due «estremità» che neppure Pippo Baudo: ognuna è lunga 44,45 centimetri. Tra gli interpreti del film di Tim Burton Big Fish (Usa, 2003), Matthew è alto 2,29 m. e paga fino a 22.745 dollari per un paio di mocassini. È lui ad aprire l’edizione 2006 del Guinness World Record, tra i libri più venduti (e imitati) del pianeta.
Un volume edito in Italia da Mondadori e che raccoglie tutto il meglio (?) della «sindrome da record». Cos’è la «sindrome da record»? Si tratta di una strana «malattia» che ogni anno colpisce decine di migliaia di persone, tutte convinte di essere in grado di abbattere un record.
Ma attenzione: non record «normali», tipo quelli delle Olimpiadi; bensì record «pazzi» tipo «chi è in grado di sollevare il peso maggiore con la sola forza di un orecchio» o «chi è capace di stare in una vasca da bagno in compagnia di più serpenti velenosi». Un’allegra compagnia in cui giganteggia lo stuntman più basso mai visto su un set (appena un metro e 20 centimetri) e dove una donna riesce a strappare in tre minuti ben 39 ponderosissimi elenchi telefonici. Insomma, stravaganze. Che alla fine riempiono oltre duecento pagine illustrate con storie avvincenti quanto le «spigolature» della Settimana enigmistica.
Scopriamo così che tale Danny Higginbottom si è tuffato da 8,95 metri di altezza in una vasca d’acqua alta 30 centimetri: il primato - alla fine - l’ha conquistato, ma insieme a quello del tuffo più crazy, mister Higginbottom ha forse ottenuto anche quello del numero di ossa rotte in conseguenza di un «gesto atletico».
Anche l’olandese Wim Of, convinto di avere un fisico bestiale, ha offerto una prova da brivido rimanendo un’ora e otto minuti con «l’intero corpo a contatto col ghiaccio».
Degna di nota pure la performance dello svizzero Marco Hort, imbattibile nella sua specialità: mettersi in bocca, per 10 secondi, ben 249 cannucce da bibita. Motivo? Apparentemente nessuno, visto che per bere una Coca Cola di cannuccia ne basta una.
Nella stessa sezione, «talenti bizzari», spicca poi l’inglese Garry Turner, eccezionale nel pinzarsi sul viso «149 comuni mollette in legno»: ottime per stendere il bucato, ma ideali pure per essere inseriti nel «Guinness World Record 2006».
«Un anno ricco di record - spiega l’editore, Craig Glenday -. Negli ultimi 12 mesi abbiamo ricevuto 36mila proposte, di cui 1600 tramite il nostro rigoroso sistema per la rivendicazione di primati, e inviato giudici in Australia, Bali, Cina, Dubai, Francia, Svezia, Mongolia, Taiwan e Thailandia».
Alcuni record - categoria «scemenze» a parte - sono stati particolarmente significativi: dal primo volo spaziale umano finanziato da un privato alle 16 finali vinte consecutivamente dal tennista svizzero Roger Federer.
«Tutto quello che occorre sapere per diventare primatisti si trova a pagina 10 del nostro libro - scrive nell’introduzione Craig Glenday -. Se però vi pare un’impresa troppo faticosa, mettetevi comodi e immergetevi nel libro soggetto a copyright più venduto di tutti i tempi. Almeno 100 persone nel mondo ogni giorno cercheranno di battere un record al vostro posto».
Gente come Brian Duffield, premiato dai giudici del Guinness World per aver mangiato una cipilla cruda da 212 grammi in un minuto e 31 secondi.
Sul suo alito, dopo la prova, meglio soprassedere.