Via Gulli, spaccio e topi

Un fortino. Una zona franca al centro di un quartiere tranquillo. Una zona di illegalità da cui stare alla larga. All’inizio di via Gulli, a due passi da piazza Bande Nere, ai civici 1 e 3 corrispondono due palazzi di otto piani occupati da extracomunitari. Il portone è stato distrutto, non rimane nemmeno un vetro attaccato agli infissi, l’ingresso è ricoperto di cartacce e mozziconi. Alcuni uomini fanno da pali e presidiano l’entrata nel fortino. Davanti ai portoni cumuli di spazzatura e un macchia di vernice sull’asfalto. «L’altro giorno hanno buttato giù dalla finestra una tolla di vernice» racconta un residente. «Mia figlia per andare a scuola deve prendere l’autobus, e quando arriva in prossimità dei due edifici cambia marciapiede. E pericoloso, nessuno passa volentieri lì davanti» le fa eco un altro.
Sarà la paura si venire aggrediti, saranno quegli occhi minacciosi appena ti avvicini o quelli che ti spiano dall’alto. Sarà per l’odore acre che avvolge l’intero marciapiede e o per i topi - ma sono stati avvistati anche conigli e gatti uscire e entrare dalle cantine, facendo provviste dai cumuli di spazzatura. I cittadini sono esasperati: «Quando sgomberate?» chiede un signore al vicesindaco Riccardo De Corato che ieri mattina ha fatto un veloce blitz sul posto per verificare la situazione di persona. «Qui spacciano, c’è un via vai continuo di gente, qui di giorno e di notte». «Una bomba atomica dovete mettere lì» urla una passante è una vergogna». Il blitz di martedì scorso, eseguito da un centinaio di carabinieri, è servito a fare una sorta di “censimento penale“: i militari, impegnati nell’operazione dalle 7 alle 15, sono entrati nei due stabili, con tanto di cani antidroga, identificando i 130 inquilini extracomunitari. Cinquanta di loro sono stati accompagnati in caserma perché senza documenti, 11 arrestati e 20 espulsi. «Alcuni avevano già avuto un decreto di espulsione nel 2005 - commenta De Corato - questa è la dimostrazione che il metodo non funziona». Non solo, due egiziani residenti a Milano sono stati denunciati per favoreggiamento all’immigrazione clandestina perché avevano subaffittato il loro appartamento a clandestini, appunto.
«Il blitz dei carabinieri non è ancora niente - annuncia il vicesindaco - è necessario fare un censimento degli inquilini: i clandestini dovranno infatti essere espulsi, gli inquilini in nero e abusivi sgomberati e, i regolari, ospitati nei dormitori. Ho chiesto alla Asl una relazione sulle condizioni igienico-sanitarie dell’edificio, mentre al comandante dei Vigili del Fuoco ho chiesto di controllare le condizioni statiche dei palazzi e gli impianti del gas. Il pericolo è che non siano a norma e che possano verificarsi degli incidenti, allo stesso tempo ho invitato Aem e verificare i contratti di fornitura. Se ci sono inquilini in nero il decreto Maroni permette di sequestrare l’edificio».
La situazione è abbastanza complessa perché l’edificio è di proprietà privata. Nel quartiere si mormora che presto le due palazzine verranno abbattute. «Mentre cerchiamo di individuare il proprietario dello stabile dobbiamo risolvere la questione dal punto di vista igienico. Intimerò alla proprietà di sgomberare lo stabile e di chiuderlo con il cemento armato fino al secondo piano, per impedire, come è avvenuto la settimana scorsa che rientrino».