Il gup chiude la cella: «Mora non esce la sua salute compatibile col carcere»

Lele Mora deve restare in carcere. Lo ha deciso il gup Elisabetta Meyer, dopo aver letto la perizia del professor Alberto Marigliano sullo stato di salute dell'agente dei vip, detenuto ad Opera dal 20 giugno scorso per la bancarotta della sua società LM Management per cui il talent scout ha patteggiato una pena di 3 anni e 4 mesi. Il documento depositato ieri, attesta che le condizioni di salute di Mora sono compatibili con il regime di detenzione, nonostante l'ex agente dei vip abbia tentato il suicidio il 30 novembre scorso. «È una decisione che ci ha amareggiato ma che ci aspettavamo», commenta il legale di Mora, Luca Giuliante, che con il collega Nicola Avanzi nelle scorse settimane aveva chiesto che all'ex agente dei vip, dimagrito di oltre 30 chili in pochi mesi e sofferente dal punto di vista psicologico, fossero concessi i domiciliari. «Siamo molto preoccupati per la reazione che potrebbe avere mora, quando saprà che deve restare ancora in carcere». «Il professor Antonio Marigliano, perito nominato dal Tribunale dice, tra l'altro, che per Mora sarebbe consigliabile il ricovero in un reparto ospedaliero di medicina generale perché ha obiettivi problemi di salute. Le conclusioni però - prosegue Giuliante - vanno in senso opposto: il perito scrive che la salute del mio assistito non è incompatibile con il carcere perché nella struttura dove si trova c'è un centro clinico». A chiedere che il Tribunale nominasse un perito erano stati anche i pm Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci. La decisione del gup, secondo l'avvocato Giuliante, contraddice anche perizia del professor Giordano Invernizzi, nominato dalla difesa, che aveva sottolineato come l'ex agente non potesse stare in carcere.