Guru Con i torinesi anche Press Alla Toyota umiliò Gm e Ford

Bob Nardelli, Jim Press, Tom LaSorda: tra le doti in possesso del gotha di Chrysler troviamo sicuramente il coraggio e la franchezza. Data per spacciata in più occasioni alla fine del 2008, la casa di Auburn Hills è sempre riuscita a rassicurare dipendenti, concessionari e clienti fino all’ottenimento dei fondi dello Stato che ne stanno garantendo il futuro. Come può miseramente fallire, del resto, un gruppo che solo un anno e mezzo fa si era accaparrato, strapagandolo, una sorta di Sergio Marchionne in chiave americana? Jim Press, 63 anni, è il manager californiano che è riuscito nell’impresa, un tempo giudicata una follia, di permettere alla Toyota, per cui lavorava (alla carica di presidente delle attività giapponesi negli Usa ha abbinato, poco prima di cambiare casacca, quella prestigiosa di membro del cda del gruppo), di umiliare con il sorpasso in casa loro i colossi Gm e Ford. Press, franco nell’ammettere di aver accettato l’incarico di vicepresidente di Chrysler («il colore dei dollari era talmente brillante che non ho potuto rifiutare») è considerato un «guru». Ed è il manager che nel 2008 si è presentato all’Auto Show di Detroit vestito da cow-boy e alla guida di una mandria di buoi. Rappresenterà un altro valore aggiunto - a costo zero - alla corte di Marchionne.