IL GUSTOSO SUPERBRODO DI ANGELA

Certo se si è puristi si può storcere il naso, e nutrire qualche diffidenza verso la storia «spiegata al popolo» alla maniera di Piero Angela, divulgatore principe della nostra televisione, sempre più convinto assertore della necessità di mischiare informazioni, interviste, fiction, effetti speciali, grafica computerizzata ed espedienti spettacolari pur di catturare e mantenere l’attenzione degli spettatori anche in questa edizione di Speciale Superquark (mercoledì su Raiuno, ore 21), sia che si parli di Carlo Magno (la scorsa settimana), di Gengis Khan (l’altra sera) o di Napoleone (mercoledì prossimo). Eppure la strada tracciata è ormai questa, e c’è da dire che Angela ha talmente ben assimilato l’arte della commistione dei generi applicata al campo della divulgazione storico-scientifica da far sembrare impossibile, allo stato delle cose, un eventuale ritorno alla tradizione. Lo ha anche spiegato con molta onestà qualche giorno fa, a un cronista che gli chiedeva conto della progressiva spettacolarizzazione dei suoi programmi: «L’esigenza di riempire oltre due ore di trasmissione in una prima serata sempre più lunga rende necessario il ricorso alla fiction e ad ogni altra occasione utile per mantenere viva l’attenzione dello spettatore». Via libera quindi agli spezzoni di vecchi sceneggiati, se si parla di Carlo Magno, e ampio spazio a una docufiction di successo della BBC su Gengis Khan, il tutto alternato alla ricognizione dei luoghi dove si tennero alcune fra le più cruente battaglie che portarono all’espansione dell’impero mongolo. Accanto a questo, parallelamente, ecco anche l’intervista a una delle più belle modelle della Mongolia, giusto per alleggerire il racconto e renderlo ancora più digeribile. Alla fine il risultato è comunque gradevole e istruttivo, e se l’intento è quello di far restare sveglio il telespettatore sino alla sigla finale del programma vi sono sempre ottime probabilità, con Piero Angela, di mettere all’incasso il non trascurabile obbiettivo. Anche questi ultimi speciali di Superquark a cavallo del Natale mantengono intatta la chiarezza espositiva, la semplice precisione del linguaggio comprensibile a diversi tipi di pubblico e di preparazione culturale. Quanto alla eccessiva lunghezza delle prime serate televisive, il discorso meriterebbe un’ampia discussione tra gli addetti ai lavori, perché una tivù migliore dovrà necessariamente passare da un sensibile accorciamento di tutti i programmi e, soprattutto, dal ridimensionamento delle prime serate che sbrodolano e debordano senza più ritegno. Se l’uso di spezie per allungare il brodo lo si può giustificare in Piero Angela, in virtù dei meriti acquisiti, non altrettanto si potrà sopportare ancora a lungo in più modesti ambiti.