Guzzetta, il "professor referendum"

Prima di essere insieme a Mario Segni il protagonista di questa nuova stagione
referendaria, ha messo la propria firma, anche se con un ruolo un po' più defilato rispetto a
quello attuale, su altre due consultazioni popolari: nel 1991 e nel 1993

Milano - Se Giuliano Amato era il "dottor Sottile", Giovanni Guzzetta può a ragione essere chiamato il "professor Referendum". Messinese, 41 anni, due figli, avvocato e professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico alla facoltà di Giurisprudenza di Tor Vergata, Guzzetta, prima di essere insieme a Mario Segni il protagonista di questa nuova stagione referendaria, ha messo la propria firma, anche se con un ruolo un po' più defilato rispetto a quello attuale, su altre due consultazioni popolari che avevano nel mirino i meccanismi elettorali: quella del giugno 1991 per l’abolizione delle preferenze multiple alla Camera, con un’affluenza record alle urne, il 65% degli aventi diritto; e quello dell’aprile di due anni dopo per la modifica in senso maggioritario del sistema elettorale del Senato.

Studi classici a Roma, poi, sempre nella Capitale, la laurea in Giurisprudenza con il massimo dei voti. Dal 1989 al 1991 è presidente nazionale della Fuci, la Federazione Universitaria Cattolica Italiana. Dal 2001 al 2003 è direttore dell’Ufficio legislativo del gruppo parlamentare della Margherita al Senato. Titolare della Cattedra Jean Monnet in Constitutional Trends in European Integration presso l’Università di Roma Tor Vergata e Dottorato di ricerca all’European University Institute di Fiesole, Guzzetta si è specializzato a lungo in Germania, nel Regno Unito e negli States.

È autore di varie monografie e saggi di diritto costituzionale italiano, comunitario e comparato, e, insieme a Francesco Saverio marini, di un manuale di Diritto pubblico italiano ed europeo. Componente della Società europea di diritto pubblico e dell’Associazione italiana dei costituzionalisti.