Guzzetti: «Il concambio non varia»

Il presidente della Cariplo: «Per Cariparma soluzione vicina»

da Milano

L’ipotesi che Cariparma possa sganciarsi da Banca Intesa ed entrare nell’orbita del Crédit Agricole prende quota. La conferma è arrivata anche da Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo e azionista di Banca Intesa con il 9,2%: «Mi pare di capire - ha detto - che tutto sta procedendo in modo positivo e si stanno trovando le soluzioni». Guzzetti però sottolinea che «per Parma deve essere la loro Fondazione a dare una valutazione».
Riguardo alla fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo Imi Guzzetti ha spiegato che il concambio tra le azioni dei due istituti è «determinato su elementi oggettivi» e va calcolato «al momento in cui si fa l’operazione» senza possibilità di essere modificato successivamente. Un concetto quello della immodificabilità del rapporto che ha voluto ribadire con forza: «Quello che è importante dire - ha spiegato - è che sul concambio non accettiamo “operazioni particolari”».
A sostegno della validità del concambio, come determinato dai Cda di Banca Intesa e Sanpaolo Imi, Guzzetti ha citato il parere di «autorevoli analisti indipendenti» definendo il rapporto equo, forse leggermente favorevole all’istituto torinese.
Il rapporto tra i titoli Intesa e Sanpaolo era stato determinato a 3,115 azioni dell’istituto milanese per ogni titolo della banca di Torino.
Quanto ai tempi di fusione il presidente ha detto che saranno rispettati. «Abbiamo avuto conferma questa settimana che i consigli saranno convocati entro il 14-15 ottobre e a seguire le assemblee».
Guzzetti ha anche spiegato che nella fusione ci può essere soddisfazione per tutti, anche per gli azionisti stranieri di Banca Intesa e San Paolo. «Bisogna evitare che qualcuno si senta umiliato o mortificato - ha spiegato -, questo non è nelle nostre intenzioni e come azionisti faremo di tutto perché si trovino risposte positive alle loro esigenze, nel rispetto ovviamente degli interessi del nuovo gruppo».
Ci potrebbero infatti essere contropartite per il Crédit Agricole e per il Santander, soci stranieri di Intesa e San Paolo, per addolcire i malumori seguiti all’annuncio della fusione tra i due istituti. E tra queste potrebbe esserci appunto l’operazione Cariparma.