Guzzi V7 Classic per chi ama la moto «tranquilla»

da Milano

Moto Guzzi, con la nuova Stelvio 1200 4V, ma ancora di più con il Griso 1200 8V, ha dimostrato di non aver dimenticato le lezioni di grande ingegneria di Giulio Cesare Carcano, che guidò la progettazione della casa di Mandello dalla fine degli anni ’30 ai primi anni ’70, dando vita a realizzazioni supreme, incluso il bicilindrico a V di 90° che, ora in cilindrata 1.2 e con induzione a 4 valvole per cilindro, è uno dei grandi classici del motociclismo mondiale.
Dopo due pezzi di bravura, alla Moto Guzzi hanno deciso di sviluppare un modello di più ampia accessibilità, proposto a un prezzo sicuramente attraente: 7.990 euro.
In effetti si tratta di una rivisitazione del modello di ingresso, la V75, proposta in veste decisamente classica, da qui il nome V7 Classic. La base tecnica offerta dal V75 fa conto su un propulsore poco stressato, un bicilindrico di 750 cc da poco più di 45 cv effettivi, ma con coppia massima e relativa curva di erogazione generosa, che ne rende perfetto l’utilizzo in ambito urbano. Qui anche la ciclistica, agile e leggera, contribuisce a creare una combinazione piacevole, divertente, grintosa quanto basta, e soprattutto molto versatile, visto che la V7 Classic si è rivelata a proprio agio non solo sulle strade del centro di Milano, a lastroni di granito resi infidi da una pioggia uggiosa, ma sui quali la due ruote di Mandello si è mossa in gran sicurezza grazie ai suoi Metzeler Lasertec. V7 Classic è ben attrezzata anche per affrontare sortite ad ampio raggio su strada aperta e autostrada, perché è confortevole, sicura, facile e molto parca nei consumi.
Non è il caso di chiederle prestazioni emozionanti, non sono suo territorio di caccia, ma va bene così, perché a quel prezzo le alternative sono poche, e quasi tutte in forma di scooter. Chi è già dentro gli «anta» riconoscerà nelle linee della V7 Classic quelle di una delle più grandi icone del motociclismo mondiale: la Moto Guzzi V7 Sport, ultima creatura di Giulio Cesare Carcano e Lino Tonti, altro grande del nostro motociclismo. E la grafica, inoltre, è ispirata a un altro grande classico dell’epoca, la V7 Special.
Il risultato è elegante, molto filante e, appunto, classico. Ma forse era meglio non sprecare l’opportunità e riservare certi revival a un modello che, anche sul piano prestazionale, fosse più all’altezza dei miti del passato.