Ha cent’anni ma non li dimostra

Con la Traviata di Verdi, è tra le opere più rappresentate sui palcoscenici di tutto il mondo. Stiamo parlando della Vedova allegra, l’operetta in tre atti di Franz Lehár che domani sera debutterà al Teatro Olimpico con la regia di Pippo Santonastaso. Il testo del compositore ungherese è riletto secondo un’ottica moderna e ci viene proposto da Santonastaso in forma di «musical in chiave comica», in cui la parte recitata è dilatata rispetto all’originale e, di pari passo, la vena comica dei personaggi è accresciuta. La storia è quella di Anna Glavary, rimasta in possesso di una cospicua eredità lasciatale dal defunto coniuge e dei tentativi di trovarle un degno secondo marito da parte del barone Zeta, ambasciatore di Pontevedro e del cancelliere Njegus. In un clima di gelosie, ritorni di fiamma, sentimenti burrascosi, tradimenti e colpi di scena, il barone e il suo aiutante, manovrando le situazioni in maniera occulta e furba, riusciranno a evitare che la bella e facoltosa vedova sposi uno straniero e, quindi, che le casse pontevedrine vadano in rovina perdendo il di lei patrimonio. Gli interpreti sono il tenore Edoardo Guarnera (Danilo Danilowitch), lo stesso regista Santonastaso (Njegus), la soprano Annalisa Massarotto (Anna Glavary), Italo Ciciriello (barone Zeta), Piera Grifasi (Valancienne), Luigi Paulucci (Camillo De Rossillon), Claudio Bonino (Kromow), Marco Manca (visconte Cascada) e Orsetta Borghero (Olga Kromow). L’orchestra è diretta da Stefano Sovrani, le coreografie sono firmate da Stefano Bontempi e i costumi sono di Monica Conti. L’operetta, che l’anno scorso ha compiuto cento anni, trasmette appieno l’atmosfera della Belle Époque, con il lusso e la spensieratezza che poi vennero oscurati dallo scoppio della prima guerra mondiale. Interessante ricordare che Lehár, sposato a un’ebrea, in epoca nazista fu molto attivo nell’aiutare il popolo ebraico tanto da costituire per La vedova allegra una compagnia di cantanti e attori ebrei. Fino al 6 dicembre. Info: 06.3265991.