Ha dato fuoco al suo compagno mentre dormiva nella roulotte

Ha ucciso il compagno mentre dormiva. Lo ha sorpreso nel sonno, dando fuoco al camper nel quale vivevano insieme, ed è rimasta a guardare mentre le fiamme divoravano ogni cosa. Pasqualina Mocci, 39 anni, è responsabile dell’omicidio di Maurizio Dal Corso, 44 anni, deceduto il 23 gennaio scorso dopo un lungo ricovero in ospedale. È stata proprio lei, affetta da gravi problemi psichici, a confessare l’atroce delitto e ieri il Gip del Tribunale di Roma, Marco Mancinetti, ha firmato l’arresto.
Nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio scorsi il camper nel quale riposava Maurizio Dal Corso prese improvvisamente fuoco. L’uomo riportò ferite gravissime. Sul posto, nella zona di San Giovanni, le forze dell’ordine trovarono la donna in stato confusionale che non riuscì a spiegare come fossero andati i fatti.
Inizialmente i vigili del fuoco ipotizzarono una causa accidentale per il rogo, pensando a una candela accesa. Dopo un ricovero di venti giorni, però, Dal Corso morì e Di Pasqualina Mocci si persero le tracce. La donna sembrava essersi volatilizzata nel nulla fino a febbraio, quando i carabinieri della stazione Monte Mario furono chiamati dai responsabili della casa di cura Villa dei Fiori. Una paziente ricoverata da loro aveva confessato a un medico di aver appiccato il fuoco per uccidere il suo compagno la notte di Capodanno.
Il 13 marzo il magistrato con l’assistenza di una psichiatra ha interrogato l’indagata, la quale ha confermato di aver dato fuoco alla tenda della roulotte con un accendino proprio al fine di uccidere quello che era il suo convivente da vent’anni. Temeva che lui la picchiasse per lo smarrimento di un bancomat. Ha anche raccontato di aver paura dei fratelli della vittima e di essersi precipitata al capezzale di Dal Corso, dopo il ricovero al Sant’Eugenio, non perché pentita o in preda ai rimorsi, ma solo perché temeva che la sua latitanza avrebbe insospettito l’uomo.
Dopo la confessione il pm Tiziana Cugini ha richiesto un ordine di custodia nei confronti della Mocci, affetta da gravi turbe psichiche. I sanitari hanno stabilito infatti che l’assassina è affetta da disturbi della personalità, su cui si è innestata successivamente una schizofrenia, ed è quindi pericolosa socialmente. L’indagata, con un precedente penale per incendio e con un procedimento in corso a suo carico per lesioni ai danni di Dal Corso, subisce in poche parole il «fascino del fuoco».
Sul presupposto della sua pericolosità sociale, quindi, e in attesa del ricovero, la Mocci è stata rinchiusa nel carcere di Rebibbia.