«Ha dato la sua vita, non potrò mai sdebitarmi»

da Rovigo

«Lui ha dato la vita per i miei figli e io non potrò mai sdebitarmi». È sconvolta la madre dei due bambini di 8 e 10 anni di Trecenta salvati in mare dall’uomo che poi è stato stroncato da un infarto per lo sforzo. E adesso la donna non sa darsi pace.
È bastato infatti quell’attimo di distrazione a far accadere la tragedia: i suoi figli ce l’hanno fatta, ma per una tragedia scampata ora c’è un’altra famiglia che piange. «Sono sconvolto e contento solo a metà. La migliore delle ipotesi che si potevano verificare non è questa. Due bambini sono salvi, stanno bene. Ma mio padre non c’è più. Ora bisogna pensare al dopo».
Il dopo, per Alessandro Priotto, figlio trentenne di Primo Renzo Priotto, è affrontare un futuro senza più suo padre. Contattato al telefono, spiega che in questo momento si sta informando per il funerale: «Non so ancora se si terrà a Milano o qui», spiega Alessandro, che di professione fa il programmatore informatico. «È l’epilogo a lasciarci sbigottiti, il gesto che ha compiuto, invece, fa parte del suo modo d’essere. Primo è morto da eroe», commenta in lacrime Tino Bassi, 71 anni, da 25 anni amico della vittima.