«Ha dormito qui, era molto stanco»

«Sì. Guglielmo Gatti ha dormito qui, nel nostro albergo». Sta tutto in queste parole pronunciate ieri da Cristina Cominelli, proprietaria dell’albergo «Il Giardino» di Breno, il particolare maggiormente contraddittorio della posizione di Guglielmo Gatti. Il nipote di Aldo e Luisa Donegani, infatti, ha sempre dichiarato agli inquirenti e al suo avvocato di non aver mai lasciato la sua casa di Brescia dal giorno della scomparsa degli zii. Invece, proprio come confermano le parole della Cominelli, Gatti ha trascorso la notte immediatamente successiva alla scomparsa dei due coniugi nell’albergo di montagna. La donna ha raccontato che Gatti è giunto a Breno attorno alle 3 della notte fra il 30 e il 31 luglio. «Quando l'abbiamo accolto c'è sembrato davvero molto stanco, ma assolutamente non sconvolto». E prosegue nel suo racconto di quella notte, dicendo di essersi trovata di fronte a «una persona normalissima. Anche se era molto tardi ci siamo comportati come il nostro lavoro impone e l'abbiamo accolto perché bisognoso di riposare». Dall'albergo non è stata data alcuna conferma della registrazione o no dei dati dell'uomo, ma si sa che proprio sulla stanza presa in affitto per quella notte si concentreranno ora le attenzioni degli investigatori scientifici del Ris di Parma. Un sopralluogo che potrebbe però non ricoprire fondamentale importanza nell’arco delle indagini, come ha confermato il colonnello dell'Arma Mauro Valentini, comandante del Reparto operativo speciale di Brescia: «È importante visionare e analizzare la stanza dove Gatti ha dormito - ha commentato l'ufficiale -. La camera a questo punto, essendo stata inquinata dal passaggio di altre persone risulta essere il luogo meno importante. Naturalmente andremo anche là e non lasceremo nulla di intentato».