"Ha fatto dietrofront": storia di un depistaggio

Alla fine della deposizione al Csm l’unica a parlare è stata Letizia Vacca, laica di centrosinistra: "Ben lontani da complotti e intimidazioni". E i grandi giornali le hanno creduto

da Roma

«Nessuna ritrattazione», dice l’avvocato di Clementina Forleo, Giulia Bongiorno. Come mai, allora, dopo l’audizione al Csm del gip milanese le prime notizie filtrate da Palazzo de’ Marescialli parlavano di smentita di pressioni e intimidazioni da parte delle istituzioni, lamentate dalla Forleo?
Molto dipende dall’unica dichiarazione fatta a fine incontro dalla relatrice e vicepresidente della Prima Commissione, la laica di centrosinistra Letizia Vacca. «L’unica impressione - dice - è che siamo ben lontani dalla rappresentazione di complotti e intimidazioni data dai giornali». Anche ieri, dopo le indiscrezioni che sembrano in contrasto con la sua frase, la Vacca insiste che gli episodi raccontati «non rappresentano vere pressioni sul magistrato». Probabilmente, non intimidazioni e minacce in senso stretto, convengono altri consiglieri presenti all’audizione, ma fatti che possono destare allarme sì. L’indipendenza e l’autonomia della magistratura, si fa notare al Csm, in altri casi è sembrata in pericolo per molto meno. Lo stesso Pg della Cassazione Mario Delli Priscoli sente il bisogno di precisare, quasi a rimarcare la sua indipendenza: «Finora non è stata iniziata alcuna azione disciplinare nei confronti della Forleo. Si vedrà».
La spiegazione di notizie contraddittorie sta forse in un’audizione a fasi alterne e nell’interpretazione diversa delle dichiarazioni del gip. Che ha parlato sì di enfatizzazione dei mass media ma ha anche riferito episodi precisi che l’hanno fatta sentire sotto pressione. Si tratta di una sua percezione di voci riferite, di consigli amichevoli, di raccomandazioni col guanto di velluto o di reali interferenze sul suo lavoro? C’è differenza tra pressioni politiche dirette e indirette?
Le risposte al Csm sono differenti, ma oggi si deciderà sull’acquisizione della deposizione della Forleo a Brescia e sulle audizioni del presidente del tribunale di Milano Pomodoro e del pm di Brescia Salomone. C’è chi fa notare che per fare pressioni su un magistrato non si ricorrere a ordini perentori, basta far capire con diplomazia che certi orticelli è meglio non invaderli e chi sottolinea che c’era molto di «sfumato» nelle lamentele della Forleo, che non si attacca qualcuno in particolare. Se il gip parla del Pg della Cassazione che sarebbe stato spinto a procedere contro di lei, assicura poi «massima fiducia» in Delli Priscoli. Se riferisce del consiglio di Blandini per i timori di D’Alema, aggiunge di avere un ottimo rapporto con il Pg milanese.