"Ha gettato il crocifisso? Quel prof è cattolico: era solo un po’ nervoso"

Il dirigente scolastico dell’istituto Badoni è morbido: «L’insegnante si è scusato, bastano 10 giorni di stop»

Preside Peverelli, cos’è successo al «Badoni» di Lecco? Come può un crocifisso finire dentro un cestino?
«Intanto è giusto dire che nel cestino quel crocifisso non ci è finito. È finito per terra. L’insegnante lo ha gettato a terra nel corso di una discussione con un capannello di studenti. Una discussione sul tema della laicità».
Una discussione molto poco teorica a quanto pare. L’insegnante in questione lei lo conosce bene?
«Da molti anni. È un docente di area tecnica. Un carattere impulsivo, spesso sopra le righe, ma non ha mai creato problemi di natura disciplinare».
E perché questo prof impulsivo ce l’ha tanto con il simbolo della religione cristiana?
«Devo dire che io non chiedo mai ai miei insegnanti quale sia il loro orientamento, ma nel suo caso posso dire che è cattolico, sebbene non praticante. Comunque non ha ragione di animosità verso la chiesa o la religione».
Ah, quindi per lei non si tratta di una questione ideologica?
«No, direi che si tratta più di un momento di rabbia dettato da un impulso. E poi mi ha scritto una lettera di scuse».
Cosa le scrive. Può riferirlo?
«Si scusa con me, con i colleghi, con gli studenti. Mi scrive che ha ceduto a un momento di nervosismo. Riconosce la sua responsabilità e si rimette al preside per le questioni disciplinari».
Dunque tocca a lei sanzionarlo?
«In base a un decreto introdotto dal ministro Brunetta da circa dieci giorni spetta a me entro un tetto che arriva a dieci giorni di sospensione dall’insegnamento e della retribuzione».
E lei non intende superare il tetto...
«Considerate le scuse, e considerato appunto che non si è trattato di un gesto di natura ideologica ma solo comportamentale, credo giusto stare entro questo limiti disciplinari».
Se volesse superarli cosa accadrebbe?
«Dovrei trasmettere gli atti agli uffici superiori, che comunque ho tenuto informati su tutta la vicenda».
Ma lei come la giudica?
«Quello del professore è senz’altro un comportamento grave, da censurare. E non coerente con il ruolo di insegnante».
Però non vuole calcare la mano con la punizione... Guardi che è diventato un caso, ci sono interventi di politici nazionali. E il crocifisso è già in pericolo per le sentenze europee...
«Questa è una città che ha un tessuto cattolico molto forte. Nessuno ha protestato fra i genitori, gli studenti o i colleghi, proprio perché nessuno mette in discussione questo radicamento. Anzi, tutti lo hanno manifestato ancor di più dopo quella sentenza. Io spero che rimarremo entro questi limiti».